Migranti, ministri Ue chiedono di estendere i controlli fino a 2 anni

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Ad Amsterdam riunione informale dei ministri dell'Interno europei. Gli Stati hanno "invitato la Commissione Ue a preparare le procedure per l'attivazione dell'articolo 26 nell'ambito del codice Schengen". Alfano: “Il trattato per ora è salvo. No a sgretolamento dell’Unione”. Ma per la collega austriaca sta per saltare. Scontro Atene-Berlino

Gli Stati hanno "invitato la Commissione Ue a preparare le procedure per l'attivazione dell'articolo 26 nell'ambito del codice Schengen". L'articolo prevede la possibilità per uno o più Stati membri di estendere i controlli alle frontiere interne, fino a due anni. Così il ministro olandese alla Sicurezza Klaas Dijkhoff al termine della prima giornata del Consiglio Affari interni informale della riunione dei 28 Paesi sulla crisi migratoria. Questo significa che, secondo quanto previsto dal regolamento, la Commissione potrà concedere ai paesi che lo chiedono (Austria e Germania sono quelli in cui i controlli temporanei alle frontiere scadranno nel prossimo mese di maggio) proroghe condizionate di sei mesi ciascuna fino a un massimo di 2 anni.
Nonostante il caos in Europa, con le barriere di filo spinato, i controlli alle frontiere interne in sei Stati Schengen e l'introduzione di un tetto per i richiedenti asilo in Austria, salvare l'area di libera circolazione rimane comunque la sfida decisiva.

 

Alfano: "Schengen è salva". Ma per la collega tedesca sta per saltare - "Schengen è salva per ora. Abbiamo poche settimane per evitare che si dissolva tra gli egoismi nazionali": sono queste le parole del ministro Angelino Alfano al termine della riunione dei 28 Paesi sulla crisi migratoria. L'Europa si trova davanti a un "bivio” e deve decidere "se andare avanti o restare indietro", aveva detto Alfano al suo arrivo ad Amsterdam. Ma la collega austriaca è di parere opposto. "Schengen sta per saltare" ha detto oggi la ministra dell'Interno austriaca Johanna Mickl-Leitner ad Amsterdam. "Ciascuno è consapevole che l'esistenza dello spazio Schengen è in bilico, e che deve succedere qualcosa velocemente".



La posizione italiana - La posizione italiana è chiara: per Alfano, siamo contro "lo sgretolamento dell'Europa" che deriverebbe dalla riduzione dello spazio Schengen. "Siamo dell'idea che l'Europa debba rimanere stabile – aggiunge – rafforzando i controlli alle frontiere esterne per salvaguardare il diritto a una libera circolazione sicura”. "Se vogliamo evitare che Schengen si sciolga bisogna agire molto velocemente e con mano ferma", ha detto invece il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve, che nel corso della riunione ha lanciato la proposta di creare una task force per individuare i passaporti iracheni e siriani falsi.

Botta e risposta Grecia e Germania - 
Due i fronti caldi che causano divisioni anche tra Paesi del Nord e quelli del Sud all'interno dell'Ue. Da un lato l'ipotesi di 'isolare' la Grecia, sospendendo di fatto la sua partecipazione all'area Schengen, in ragione della sua incapacità nel blindare le sue frontiere con la Turchia. Dall'altro, l'intenzione di alcuni Paesi, Germania in testa, di chiedere un prolungamento della reintroduzione dei controlli ad alcune frontiere interne alla zona di libera circolazione.

"Noi eserciteremo pressione sulla Grecia affinché faccia i suoi compiti", dice il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere, "vedremo a che risultati si arriverà nelle prossime settimane. Vogliamo mantenere Schengen. Vogliamo soluzioni comuni europee, ma il tempo stringe".
E pronta è arrivata la replica del governo greco, che chiede di smettere con "questo ingiusto gioco di accuse" che le vengono rivolte ed invoca la piena attuazione delle misure europee.  

 



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