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 Storica firma in Marocco, abbraccio tra i rappresentanti delle diverse fazioni. Il premier sarà Faiz Saraj e avrà tre vice. Mattarella: accordo anche grazie a Italia

 

I delegati delle fazioni libiche in conflitto hanno firmato l'accordo mediato dalle Nazioni Unite per dare vita a un governo di unità nazionale che, nelle speranze dell'Occidente, dovrebbe portare stabilità e contrastare la presenza dello Stato Islamico nel paese nordafricano. Plaude alla storica firma il presidente della Repubblica, che sottolinea come l’accordo sia stato “reso possibile anche grazie all'iniziativa diplomatica italiana".

 

 

Il premier sarà Faiz Saraj - Il nuovo governo di riconciliazione libico sarà guidato da un primo ministro - Faiz al Siraj - e da tre vicepremier rappresentativi della Tripolitania, del Fezzan e della Cirenaica. Rispettivamente: Saleh Makhzoum, Fathi Bashara e Nuri Balabad, che avranno diritto di veto e che formeranno il cuore di un Consiglio di presidenza allargato ad altri ministri, scelti dal futuro parlamento. L'intesa è stata successivamente controfirmata dall'inviato dell'Onu in Libia, Martin Kobler, seguito da una decina di altri esponenti politici, tribali e associativi della società libica. “Oggi inizia il lavoro del nuovo governo, della nuova leadership libica" ha sottolineato Kobler, parlando alla cerimonia della firma per la nascita dell’esecutivo.

Le perplessità maggiori, però, derivano dal fatto che il premier e i suoi tre vice dovranno assumere decisioni all'unanimità

 

 

Dopo Gheddafi -  Quattro anni dopo la caduta di Muammar Gheddafi, la Libia è profondamente divisa, con due governi rivali (quello auto-dichiarato di Tripoli e quello che ha sede nell'est e che gode del riconoscimento internazionale) sostenuti da coalizioni di ex gruppi ribelli e milizie.

   

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