Francia, nessuna regione al Front National. Le Pen attacca

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Il partito di ultradestra non vince nessuno dei ballottaggi. La leader, sconfitta di 15 punti nella regione Nord Pas De Calais Picardie, accusa: "Contro di noi intimidazioni e manipolazioni". Valls: "Abbiamo sbarrato la strada all'estrema destra". Affluenza in netto aumento

Il Front National di Marine Le Pen non ha ottenuto alcuna regione ai ballottaggi delle elezioni in Francia.  Un risultato che premia il "Fronte repubblicano" voluto da socialisti per fermare l'estrema destra, ma che rappresenta per Marine Le Pen, pur sconfitta, un punto di partenza importante per le elezioni presidenziali che si svolgeranno nel 2017. Il risultato finale parla di sette regioni per i conservatori di Nicolas Sarkozy, che soffrono però al loro interno di divisioni tra correnti, e sei regioni (compresa la Corsica, vinta grazie all'alleanza con gli indipendentisti) ai socialisti di Francois Hollande.

 

Marine Le Pen sconfitta di oltre 15 punti - Marine Le Pen esce confitta anche nella regione nella quale era candidata, il Nord Pas de Calais Picardie, dove ha vinto il suo avversario, Xavier Bertrand dei Republicains, con il 57,70% dei voti contro il 42,30%.  Xavier Bertrand ha subito preso la parola nel suo quartier generale per ringraziare chi lo ha votato, anche "gli elettori di sinistra che hanno fatto sbarramento" contro l'estrema destra. "Non è una mia vittoria, non è una vittoria politica, è la vittoria della gente", ha detto. Sconfitta anche per Marion Le Pen, la nipote della leader del Fn, che nel Paca, la regione Provence-Alpes-Cote d'Azur, ha perso contro il candidato conservatore, Christian Estrosi 53,5% contro il 46,5%.

 

Le Pen: "Contro di noi manipolazioni" - Marine Le Pen ha subito commentato pubblicamente il risultato delle elezioni.  "Voglio esprimere la mia gratitudine ai più di 6 milioni di francesi" che hanno votato Fn e "hanno saputo rifiutare le intimidazioni e le manipolazioni" ha detto la leader del Front National. "Ora la divisione non è più tra destra e sinistra ma tra i mondialisti e i patrioti". "Viva la Francia, Viva la Repubblica!" ha concluso la Le Pen. Per lei però si tratta di una sconfitta che non pregiudica le mire all'Eliseo nel 2017. Il partito si è radicato nel territorio, con una crescita esponenziale negli ultimi 15 anni, è il primo ma resta isolato da un cordone sanitario "repubblicano" reso inviolabile dal meccanismo elettorale a doppio turno.



Sconfitta per il FN anche in Alsazia
- Sconfitta per il FN anche nella triangolare del Grand Est, la regione Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena, dove il candidato dei repubblicani Philippe Richert ha conquistato il primo posto con il 47% delle preferenze contro il 36% del candidato lepenista Florian Philippot. Meno del 16% per Jean-Pierre Masseret, il terzo incomodo dei socialisti che rifiutò l'ordine di scuderia di ritirarsi dalla corsa per favorire la vittoria della destra moderata.

 



Vittoria per Manuel Valls - A gauche, nel silenzio assoluto osservato dal presidente Francois Hollande in questa settimana, il grande vincitore appare il primo ministro Manuel Valls, che si è esposto in prima persona gridando addirittura al rischio di "guerra civile" nel caso di vittoria del Front National. Valls ha preso la parola dopo i risultati per rendere omaggio all'appello "chiarissimo, netto, coraggioso, quello della sinistra, che ha sbarrato la strada all'estrema destra che stasera non conquista nessuna regione". Tuttavia, il premier ha subito avvertito che non è proprio il caso di rilassarsi: "Nessun sollievo, nessun trionfalismo, nessun messaggio di vittoria", poiché "il pericolo dell'estrema destra non è eliminato. Dobbiamo dimostrare - ha concluso - che siamo capaci di restituire la voglia di votare 'per' e non unicamente 'contro'"





Divisioni nel partito di Sarkozy - I Republicains di Nicolas Sarkozy, appaiono spaccati e alla vigilia di una resa dei conti decisiva. Da domani la strada dell'ex presidente sarà tutta in salita. Ha salutato "l'unità della famiglia dei Repubblicani" e l'unione con il centro, esortando a non dimenticare "l'avvertimento" dei francesi. Ma la sua politica tutta rivolta verso il terreno dell'estrema destra e la fortissima opposizione interna lo rendono ogni giorno più debole. Ad Alain Juppé e Francois Fillon, avversari di sempre, si aggiunge Nathalie Kosciusko-Morizet, che aveva votato contro il no di Sarkozy al Fronte repubblicano: "Se gli elettori lo avessero seguito - ha detto stasera - i nostri candidati nel nord e nel sud sarebbero stati battuti".

 


 

Data ultima modifica 14 dicembre 2015 ore 07:45

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