Conferenza clima, Fabius: "Accordo storico, ambizioso ed equilibrato"

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Messa a punto a Parigi la bozza finale per un'intesa globale nella lotta contro i cambiamenti climatici. Confermato fondo da 100mld di dollari per paesi in via di sviluppo e riscaldamento globale sotto i 2 gradi. Il ministro degli Esteri francese davanti alla plenaria: "Mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi". Hollande: "Occasione di cambiare il mondo, coglietela". Ban Ki-moon: "Traguardo è in vista, ora finiamo l'opera". Nel pomeriggio la votazione

Dopo una notte di negoziati, è stata messa a punto a Parigi una bozza finale per un accordo globale per la lotta contro i cambiamenti climatici. Il testo è stato presentato dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius alle 195 delegazioni che partecipano alla Conferenza Cop21. Nel pomeriggio la plenaria sarà chiamata a votare sull’accordo e, nel caso fosse approvato, sarà la chiusura di 20 anni di negoziati e per la prima volta tutti i Paesi sottoscriveranno impegni sulle emissioni.

Fabius: "Accordo storico" - “Siamo oggi vicini alla fine del percorso, siamo arrivati ad un progetto di accordo ambizioso ed equilibrato, che riflette le posizioni delle parti”, ha detto Fabius davanti alla plenaria. Accanto a lui, visibilmente emozionato, anche il presidente francese Francois Hollande e il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon. “È un accordo storico, il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi”, ha detto ancora Fabius, spiegando che l'accordo sarà “giuridicamente vincolante”. In chiusura del suo intervento, Fabius ha citato Nelson Mandela: “Nessuno di noi agendo da solo può raggiungere il successo, il successo è portato da tutte le nostre mani riunite”.

Anticipazioni sul testo - Rimangono, però, alcuni nodi da sciogliere. Il testo, ha sottolineato Fabius, “conferma il nostro obiettivo: contenere l'aumento della temperatura ben al di sotto di 2 gradi e sforzarsi di mantenerla a 1,5, il che consentirebbe di limitare significativamente i rischi e gli impatti del riscaldamento”. L'accordo sul clima, poi, prevede un finanziamento di 100 miliardi di dollari per i paesi in via di sviluppo entro il 2020. Questa, ha spiegato Fabius, deve essere “una base di partenza e un nuovo obiettivo con un nuovo numero dovrà essere stabilito nel 2025”. “Questo accordo – ha proseguito – è necessario per il mondo intero e per ciascuno dei nostri paesi. Aiuterà gli stati insulari a tutelarsi davanti all'avanzare dei mari che minacciano le loro coste; darà mezzi finanziari all'Africa, sosterrà l'America Latina nella protezione delle sue foreste e appoggerà i produttori di petrolio nella diversificazione della loro produzione energetica. Questo accordo sarà al servizio delle grandi cause: sicurezza alimentare, lotta alla povertà, diritti essenziali e, alla fine dei conti, la pace”.

Gli appelli di Hollande e Ban Ki-moon -
Inviti ad approvare l’accordo sono arrivati anche da Ban Ki-moon e Francois Hollande. “Siamo davanti a un testo storico”, "il traguardo è in vista, ora finiamo l'opera", ha detto il segretario generale dell’Onu, aggiungendo che "è arrivato il momento di capire che gli interessi nazionali sono preservati al meglio agendo nell'interesse comune internazionale". "Le soluzioni al cambiamento sono sul tavolo, sta a noi prenderle", ha aggiunto. "Tutti gli sforzi devono ora trovare la loro conclusione, siamo al momento decisivo", ha detto invece Hollande. E ancora: quello della Conferenza Onu sul Clima "può essere un messaggio di vita" e "sono orgoglioso che sia inviato proprio da Parigi, che è stata colpita dalla morte un mese fa". "Avete l'occasione di cambiare il mondo, coglietela", ha concluso.

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