Strage Usa, si indaga per terrorismo. Fbi: Non erano organizzati

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Continuano le indagini sulla sparatoria costata la vista a 14 persone in California. E intanto si apprende che Tashfeen Malik, autrice dell'attacco insieme al marito, avrebbe postato su Facebook un messaggio in cui dichiarava fedeltà all'Isis. Gli investigatori: "Non facevano parte di un gruppo"

"Stiamo indagando come atto di terrorismo". Così l'Fbi a proposito della strage di San Bernardino, in California, costata la vita a 14 persone. Intanto si apprende che Tashfeen Malik, la giovane pakistana autrice della sparatoria insieme al marito Syed Farook, avrebbe giurato fedeltà all'Isis. Il "marchio" dello Stato islamico è giunto anche con un comunicato ufficiale attraverso Aamaq, il network di propaganda dei terroristi. Ma, fanno sapere l'Fbi, al momento "non ci sono indicazioni che i due killer facessero parte di un gruppo organizzato o di una cellula terroristica".

 

La donna, ritengono gli investigatori, avrebbe postato su Facebook, con un falso nome, un messaggio in cui dichiarava fedeltà al “califfo” Abu Bakr al-Baghdadi proprio nel giorno del massacro. Lo hanno riferito alla Cnn fonti ufficiali vicine alle indagini. I due autori della strage sono rimasti uccisi nella sparatoria con la polizia avvenuta dopo l'agguato all'Inland Regional Center, il peggiore attacco consumato negli Usa negli ultimi tre anni.

 

Le telecamere dentro le case degli attentatori

 


 

Nessuna rivendicazione dai due killer - I due non hanno lasciato alcuna rivendicazione, avevano eliminato l'hard disk dal computer di casa e i loro cellulari nuovi erano rotti, apparentemente distrutti. Una preparazione meticolosa destinata forse a confondere gli inquirenti. Di certo, oltre ai fucili usati per la strage, di calibro 223 e in grado di perforare giubbotti antiproiettili, i due avevano in casa 12 ordigni e 5.000 proiettili (le foto).

 

Secondo Site uno dei killer avrebbe cancellato la sua pagina Facebook prima dell'attacco

 


 

 

Mistero sul movente - Gli agenti scavano nel passato del giovane e della moglie, conosciuta attraverso siti e che lui era andato a sposare in Arabia Saudita. Il giovane aveva avuto recentemente una discussione su argomenti religiosi con un collega ebreo e convinto filo-israeliano, che figura tra le vittime. Difficile però che sia questo il movente.

Data ultima modifica 04 dicembre 2015 ore 22:39

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