Egitto, molotov contro un locale del Cairo: 18 morti

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Esplosione in un night club del quartiere Agouza di Giza, nella periferia meridionale della capitale. A lanciare la bottiglia incendiaria sarebbero stati uomini a bordo di una moto: forse ex dipendenti licenziati. Le autorità escludono la matrice islamista

Carbonizzate e asfissiate. Sono morte così le 18 persone, tutte egiziane, rimaste intrappolate la notte scorsa all'interno di un piccolo nightclub a sud-ovest del Cairo che ha preso fuoco dopo un attacco con molotov compiuto con alcuni uomini col volto coperto da passamontagna. Fonti della procura escludono per il momento la pista del terrorismo e privilegiano quella della microcriminalità. 

Forse tutto nato da un litigio - All'origine dell'attacco ci sarebbe stato un "litigio", poi degenerato in una rissa, fra lo staff del club El Sayyad ed alcune persone alle quali la security avrebbe vietato l'ingresso, forse perché si erano presentate a tarda ora proprio quando il bar stava per chiudere. Ma non si esclude anche l'ipotesi che gli assalitori potessero essere due ex dipendenti licenziati che si sarebbero vendicati.
L'inferno si è scatenato intorno alle 6 del mattino, in una Cairo ancora assonnata, quando all'interno del locale si trovavano oramai quasi solo i dipendenti. Dopo essere stati cacciati via davanti all'ingresso, i due assalitori si sono ripresentati con altre tre persone e hanno lanciato le molotov dandosi infine alla fuga.

Due arresti, si cercano i complici - Le forze dell'ordine hanno arrestato due sospetti, mentre si cercano gli altri tre complici. L'alto numero delle vittime è dovuto al fatto che l'esercizio commerciale che funzionava anche come ristorante, era situato al pianterreno all'interno di un palazzo che non aveva altre via fuga oltre all'entrata, proprio là dove sono esplose le molotov. E ciò ha impedito alle vittime di scappare.

Locale distrutto
- El Sayyad, che si trova nel quartiere di el Agouza (governatorato di Giza), frequentato dalla media borghesia egiziana, è stato distrutto completamente. Secondo il direttore del posto "tutte le vittime farebbero parte dello staff". La procura di Agouza ha ordinato l'autopsia sui corpi e l'esame del dna sulle salme, chiedendo inoltre di visionare le telecamere del club dove mancavano le finestre e i mobili erano tutti di legno. Fonti ufficiali del ministero della Cultura hanno smentito che il locale fosse di proprietà di un sottosegretario dello stesso dicastero, come avevano invece affermato in precedenza alcuni quotidiani locali.

Accantonata ipotesi terrorismo
- In un primo momento si era pensato ad un atto di terrorismo, considerati gli attacchi rivendicati negli ultimi anni dai jihadisti, in particolare nel nord del Sinai, ma anche nella capitale, contro installazioni e presidi delle forze della sicurezza, militari e polizia. Ma questa ipotesi sembra essere stata accantonata.

Data ultima modifica 04 dicembre 2015 ore 19:20

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