Clima, Obama a Parigi: “Difficile mettere d'accordo duecento nazioni”

1' di lettura

Prosegue nella capitale francese il vertice Onu. “Serve un'intesa vincolante”, avverte Ban Ki Moon. Intanto il presidente Usa incontra Erdogan e cerca di mediare tra Russia e Turchia: “Concentrarsi sul nemico comune dell'Isis”

"Sarà difficile mettere d'accordo 200 nazioni, ma sono convinto che faremo grandi cose". Lo ha detto Barack Obama in conferenza stampa a Parigi. Per il presidente americano "un accordo forte in questa conferenza invierà un segnale che il cambiamento è necessario e stimolerà l'innovazione energetica". Un accordo qui a Parigi, ha avvertito, "è un imperativo per l'economia e per la sicurezza". Dal segretario dell'Onu, Ban Ki-moon, è arrivata la richiesta di limitare l'aumento della temperatura a "meno di 2 gradi", con un accordo "vincolante".

 

 

Turchia-Russia, Obama cerca di mediare - Ma a tenere banco, dietro le quinte della conferenza sul clima, ci sono le tensioni diplomatiche tra Russia e Turchia in seguito all'abbattimento di un jet russo da parte dell'aviazione turca. Il presidente Usa ha chiesto a Erdogan di concentrarsi sul “nemico comune” dell'Isis. In un incontro ha invitato ad una de-escalation fra i due paesi assicurando il solido impegno degli Usa per “la sicurezza della Turchia e la sua sovranità” e ricordando le divergenze Usa-Russia sul futuro di Assad. Erdogan ha rivendicato la determinazione a “continuare la lotta contro l'Isis”, ma ha ribadito le accuse a Mosca di non colpire i jihadisti.

 

 

Il botta e risposta Mosca-Ankara - Putin lunedì ha accusato Ankara di aver abbattuto l'aereo per "difendere i propri traffici petroliferi con l'Isis", traffici in cui sarebbe coinvolto - è l'accusa di Mosca - addirittura uno dei figli del presidente turco. Accuse definite "immorali" da Recep Tayyip Erdogan, che lo aveva esortato a fornire le prove. "Se Putin è in grado di dimostrare quanto afferma, mi dimetterò", ha addirittura promesso Erdogan. E oggi è arrivata la controrisposta di Mosca: la Russia non deve dimostrare nulla, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Questa informazione è usata nella lotta al terrorismo", ha continuato Peskov, probabilmente alludendo ai bombardamenti alle aree al confine tra Siria e Turchia.

 


Leggi tutto