Jet russo abbattuto, Mosca: prova che Turchia protegge Isis

1' di lettura

Medvedev: “Minate le relazioni con la Turchia, a rischio progetti congiunti”. Putin minaccia "conseguenze tragiche". Erdogan ribadisce: “Frammenti dell'aereo nel nostro territorio”. Obama chiama il presidente turco e blinda il diritto di Ankara a difenders. Vivo e in salvo il secondo pilota. Intanto Gazprom chiude il gas verso l'Ucraina

E’ ancora alta tensione tra Russia e Turchia dopo che ieri (24 novembre, ndr) Ankara ha abbattuto un jet russo. Il governo di Erdogan sostiene che sia stato sconfinato lo spazio aereo per almeno 17 secondi, Putin invece nega (LE FOTO) e, furioso, minaccia “gravi conseguenze" per quella che ha definito una pugnalata alla schiena da parte di "complici dei terroristi". Per Mosca, infatti, si tratta di “una pericolosa escalation dei rapporti Russia-Nato, che non può essere giustificata con alcun interesse, compresa la protezione dei confini". Queste le parole del premier Dmitrij Medvedev, che aggiunge: “La Turchia ha dimostrato ora con le sue azioni di proteggere i militanti dell'Isis. Questo non sorprende, considerando l'informazione sugli interessi finanziari diretti di certi dirigenti turchi nella fornitura di prodotti petroliferi realizzati dagli impianti dell'Isis".

Qui sotto una mappa che mostra le diverse versioni sulla traiettoria del jet russo.


“Conseguenze tragiche” - Obama intanto chiama Erdogan e blinda il diritto della Turchia a difendersi, ma insieme alla Nato invita a evitare escalation. L’abbattimento dell’aereo da guerra russo da parte di Ankara ha comunque già innescato uno degli scontri più seri tra un Paese del Trattato e il Cremlino. "Le lunghe relazioni di buon vicinato tra Russia e Turchia sono state minate” afferma invece Medvedev. Le "conseguenze dirette", aggiunge, potrebbero essere "la rinuncia a una serie di importanti progetti comuni e la perdita di posizione nel mercato russo da parte delle compagnie turche.

 

Lavrov: "Non dichiariamo guerra alla Turchia, ma rapporti vanno riconsiderati" - Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha assicurato che Mosca non intende dichiare guerra alla Turchia, ma ha sottolineato come l'incidente al confine porterà a una "seria riconsiderazione" delle relazioni tra i due Paesi e che avrà un impatto sui negoziati di Vienna sulla crisi siriana. Lavrov, secondo cui "non è un segreto che i terroristi utilizzano il territorio turco", ha anche detto che la Russia chiederà al consiglio di sicurezza dell'Onu di esaminare informazioni su come sono finanziati i terroristi, Lavrov ha inoltre rifiutato la proposta turca di un incontro tra ministri degli Esteri di Mosca e Ankara.

 

Pilota jet recuperato da esercito Damasco – A quanto si apprende, uno dei due piloti a bordo del jet abbattuto sarebbe morto mentre il secondo sarebbe stato "soccorso" dall'Esercito siriano e portato in una base russa in loco. "Uno (dei due) a bordo si è ferito quando si è paracadutato giù ed è stato ucciso in modo selvaggio a terra dai jihadisti nell'area. L'altro è riuscito a scappare  è stato raccolto dall'esercito siriano", ha riferito l'ambasciatore russo in Francia Alexandre Orlov alla radio Europe 1. Lo stesso pilota è stato raggiunto in un secondo tempo dall'agenzia stampa Ria-Novosti alla quale ha raccontato di non aver ricevuto "nessun avvertimento, né per radio né visivo" da parte dell'aviazione turca. "Il missile si è avvicinato in modo repentino alla parte posteriore dell'aereo, non lo abbiamo visto, per poter effettuare una manovra antimissile" ha spiegato.

 

Gazprom: "Stop a gas verso l'Ucraina" - Resta caldo anche l'altro fronte di tensione tra la Russia e l'Occidente, cioè l'Ucraina. Il colosso energetico Gazprom ha infatti annunciato lo stop forniture all'Ucraina. La decisione, ha spiegato il presidente del comitato di gestione Alexei Miller, è stata presa alla  luce del mancato pagamento in anticipo delle prossime forniture da  parte di Kiev e dalla mancanza di nuovi ordini. Si tratta di una mossa ampiamente prevista dopo l'annuncio da parte dell'azienda del gas ucraina Naftogaz di non avere per il momento più bisogno di gas russo, alla luce dello stock accumulato. Tuttavia la decisione di Gazprom rischia di creare - ha spiegato Miller - "seri  rischi" alle forniture verso l'Europa occidentale dal momento che l'Ucraina è un paese di transito fondamentale per il gas russo verso l'Europa. La svolta odierna giunge dopo l'accordo raggiunto nello scorso  settembre - grazie a una mediazione europea - sui prezzi delle  forniture di gas russo all'Ucraina, oggetto di un lungo scontro fra  Mosca e Kiev. Ma nei giorni scorsi era già tornata la tensione sui due paesi dopo che alcune esplosioni hanno danneggiato le linee elettriche che conducono la corrente verso la penisola di Crimea lasciando quasi  2 milioni di persone sulla penisola senza luce e riscaldamento.

 

Data ultima modifica 25 novembre 2015 ore 14:15

Leggi tutto