Tunisi, attacco a bus: strage di militari. L'Isis rivendica

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Alcuni assalitori hanno fatto esplodere un autobus che trasportava un gruppo di guardie presidenziali, provocando diverse vittime. Ripristinato lo stato d'emergenza

La Tunisia ripiomba nel terrore. Nella capitale una bomba ha distrutto un autobus che trasportava un gruppo di guardie presidenziali, provocando diverse vittime, almeno dodici, e diciassette feriti. Come prima riposta, le autorità hanno ripristinato lo stato d'emergenza. La forte esplosione si è verificata nelle ore di punta nella centrale Avenue Mohamed V di Tunisi, vicino all'ex sede del partito del deposto presidente Ben Ali. L'autobus è andato letteralmente in pezzi: una fonte della sicurezza ha parlato di una dinamica compatibile con un'esplosione dall'interno del bus, probabilmente a causa di una bomba a bordo o di un kamikaze che ha azionato una cintura esplosiva.

 

La Tunisia è stata oggetto di vari attentati terroristici dal 2011, dopo la fine del regime di Zine El Abidine Ben Ali. A marzo è stato attaccato il museo del Bardo con la morte di 21 turisti e un poliziotto. Altro attentato quello di giugno a Sousse in un resort dove sono morte 38 persone.

 

Il giorno dopo l'attentato l'Isis ha rivendicato l'attacco contro la quardia presidenziale, descrivendo azione e attentatore kamikaze. Si tratta di Abou Abdallah Tounsi, ritratto anche in un fotogramma. "Il tiranno della Tunisia sappia che non saranno al sicuro e che noi non ci fermeremo fino a quando la Sharia di Allah non sarà applicata in Tunisia". E' quanto afferma lo Stato Islamico nel suo messaggio di rivendicazione.

 

 

Data ultima modifica 25 novembre 2015 ore 16:41

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