Bruxelles, rilasciati 17 dei 21 fermati nel blitz. Salah resta in fuga

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Solo una persona è stata incriminata formalmente dopo la maxiretata nella capitale belga, per altre 3 è stato confermato lo stato di fermo. Massima allerta fino a lunedì. Sfugge il super ricercato: la Bmw trovata vicino Liegi non sarebbe legata a lui. Trovata una cintura esplosiva a Parigi

Bruxelles resta una città spettrale. E lo resterà, come annunciato dal premier Michel, almeno fino a lunedì prossimo. E' stata infatti confermata per tutta la settimana l'allerta al livello 4, il massimo, con eventuali valutazioni che saranno fatte giorno per giorno. Le scuole e la metro resteranno chiuse anche nella giornata di martedì e riapriranno progressivamente a partire da mercoledì.
Intanto la procura del capoluogo belga ha fatto sapere che 17 dei 21 fermati nel megablitz scattato nella notte di domenica sono stati rilasciati. Solo una persona è stata incriminata formalmente, mentre per tre è stato confermato lo stato di fermo. Resta invece introvabile, e quindi ancora in fuga, Salah Abdeslam. Smentito anche il collegamento tra un'auto ritrovata a Liegi e l'autore degli attentati di Parigi. E proprio nella capitale francese, in una banlieu, è stata trovata una cintura esplosiva in un cestino della spazzatura.
La minaccia "è seria e imminente", ha detto il premier belga Charles Michele. "Il lavoro non è ancora finito", ha spiegato invece il ministro dell'Interno Jan Jambon. Allerta anche in Italia dove, a Roma, oggi è scattato il piano sicurezza per il Giubileo. A Bologna, invece, quattro cittadini marocchini sono stati espulsi per propaganda jihadista.




La retata
- Le operazioni coordinate della polizia belga sono scattate nel tardo pomeriggio di domenica. Le forze speciali hanno chiuso un ampio perimetro vicino alla Grand Place, sono entrati in un hotel Radisson poco distante e hanno compiuto azioni a Etterbeek, Molenbeek, Jette, Anderlecht, Forest, Woluwe. Tutto sotto gli occhi di una città spettrale. A Molenbeek, sono entrati anche a casa dello zio di Salah. Contemporaneamente, altre tre perquisizioni si sono svolte a Charleroi. In tutte le operazioni non sono state trovate né armi né esplosivi, ma in una perquisizione "è stata sequestrata la somma di 26.000 euro".
 



Scuole e uffici chiusi, lavorano solo le istituzioni europee
- Intanto, anche per consentire alla polizia di proseguire la caccia ai terroristi, Bruxelles resta paralizzata. Scuole, asili, università e uffici pubblici sono chiusi, metro e tram sotterranei fermi, centri commerciali serrati, tutti gli eventi aperti al pubblico annullati. Il Governo belga e l'antiterrorismo temono ancora "offensive a più riprese contro molteplici obiettivi", soprattutto quelli affollati, esattamente come a Parigi. E non hanno intenzione di correre rischi, nonostante ammettano di essere consapevoli dei danni "economici e professionali" che tali misure estreme hanno come conseguenza.
Solo le istituzioni europee lavorano, ma si svolgono solo le riunioni più importanti, come Eurogruppo e consiglio istruzione. L'allerta sarà rivista nuovamente nel pomeriggio.

Caccia a Salah -
Salah, il ricercato numero uno, è ancora in fuga e non si può abbassare la guardia. Secondo indiscrezioni, la polizia lo avrebbe visto a Liegi ma poi avrebbe perso le sue tracce mentre scappava su una BMW in direzione della Germania. L'auto che si sospettava fosse condotta da Salah sarebbe poi stata ritrovata, ma l'ufficio del procuratore federale in un comunicato ha specificato che "non ha legami" con le ricerche del terrorista in fuga. Oltre a Salah è caccia ai suoi complici, tra cui potrebbe esserci anche un sospetto jihadista britannico, indicato come sodale del boia 'Jihadi John' e ricercato da Londra, che avrebbe usato i suoi stessi contatti belgi per nascondersi a Bruxelles. Il ministro degli Interni Jan Jambon conferma che si cercano "molteplici sospetti".

Su Twitter, gattini anziché operazioni
- In questi giorni drammatici, i belgi sembrano aver trovato un modo per sdrammatizzare e allentare la tensioni. Le forze dell'ordine avevano chiesto di non condividere sui social informazioni sulle zone delle perquisizioni, per evitare fughe di notizie. Così, sulla rete, c'è stata un'invasione di tweet ironici con protagonisti i felini. E il grazie della polizia è arrivato, sempre su Twitter, con una ciotola di croccantini (TUTTE LE FOTO).

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