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Un video confermerebbe la presenza di una nona persona nel commando che venerdì 13 ha attaccato la capitale francese. Continua la caccia anche a Salah Abdeslam, che avrebbe chiesto aiuto a degli amici per tornare in Belgio. Sarebbe stato trovato il telefonino di uno dei kamikaze. E la polizia francese chiede collaborazione per identificare un presunto responsabile

Non solo Salah Abdeslam, anche un secondo pericoloso terrorista che avrebbe partecipato agli attentati di Parigi sarebbe in fuga. E mentre la polizia francese cerca di identificare i kamikaze pubblicando anche delle foto sul web, proseguono le operazioni antiterrorismo in tutta Europa. E la paura di attentati si allarga ad altri Paesi: ad Hannover annullata la partita di calcio Germania-Olanda ed evacuato lo stadio e altre zone della città.

Secondo uomo in fuga - Secondo le prime ricostruzioni, il secondo uomo in fuga sarebbe stato tra i componenti del commando a bordo della Seat nera che venerdì scorso ha trucidato decine di persone nei bar e ristoranti del centro. L'auspicio è che le tracce del dna rilevate all'interno del veicolo ritrovato carico di kalashnikov a Montreuil possano permettere di risalire all'identità di questo nono autore delle stragi ancora a piede libero. Un'altra Clio nera sospetta noleggiata in Belgio è stata ritrovata nei pressi del Boulevard Ornano, nel diciottesimo arrondissement a nord di Parigi. Tra le ipotesi anche la possibilità di un assalto al vicino quartiere di Montmartre e del Sacro Cuore, tra i siti più turistici della capitale. "Altri attentati sono senza dubbio in preparazione", ha avvertito il premier Manuel Valls.

La polizia chiede aiuto sul web - Secondo alcune fonti sarebbe stato trovato il telefonino di uno dei responsabili degli attacchi: “Ok siamo pronti”, reciterebbe l’ultimo sms in memoria. La polizia francese, poi, ha diramato un nuovo avviso con tanto di foto per risalire alla vera identità di uno dei kamikaze che si sono fatti saltare in aria venerdì sera allo Stade de France. Si tratterebbe dell'uomo passato a ottobre in Grecia e al fianco del quale è stato ritrovato un passaporto siriano falso.

L’appello del fratello di Salah - Intanto, in un'intervista esclusiva realizzata a Bruxelles da BFM-TV, Mohamed Abdeslam, fratello di Salah e del kamikaze Brahim (quest'ultimo si sarebbe fatto saltare in aria al Comptoir Voltaire) ha chiesto al ricercato numero uno di "consegnarsi alla polizia" (VIDEO). Due giorni prima della mattanza Salah, 27 anni, e i suoi compagni jihadisti si erano rintanati in un albergo di Alfrotville, nella banlieue di Parigi. Nelle stanze è stato ritrovato un lotto di siringhe, aghi corti e fili da intubazione. Le analisi della scientifica devono determinare se questo materiale medico sia servito a confezionare le cinture esplosive dei kamikaze o ad iniezioni ipodermiche.

Salah tornato in Belgio con amici - Emerge inoltre che a nome del fratello suicida Ibrahim Abdeslam è stata affittata dal 10 al 17 novembre una villetta a Bobigny, secondo covo dei terroristi nella periferia parigina. Sul posto è stato ritrovato del "materiale telefonico", probabilmente telefoni e schede sim. Trova inoltre conferma la notizia secondo cui, mentre l'assalto al Bataclan era ancora in corso, Salah telefonò a due amici a Bruxelles, Hamza Attou e Mohamed Amri - attualmente in stato d'arresto in Belgio - chiedendo che lo andassero a prendere per riportarlo a Bruxelles. I due hanno passato la frontiera francese verso le 3 di notte e recuperato Salah a Montreuil, dove aveva lasciato la Seat nera ritrovata poi carica di armi. Alle 9 di mattina di sabato 14 novembre i tre, a bordo della Golf di Amri, sono stati controllati dalla polizia al confine belga, ma sono stati lasciati passare. Secondo fonti di intelligence belga citate da Het Nieuswblad Salah sarebbe stato lasciato nei pressi dello stadio Re Baldovino, dove si sarebbe dovuta giocare la partita Belgio-Spagna.

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