Aereo caduto nel Sinai, Putin: “È stata una bomba”

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Nel disastro di fine ottobre sono morte 224 persone. Il capo dei servizi segreti russi: "Si può dire in modo inequivocabile che si è trattato di una azione terroristica". Smentito l'arresto di due impiegati dell'aeroporto di Sharm el Sheikh. Il Cremlino: “Intensificare i raid in Siria”

Il Cremlino ha ammesso oggi per la prima volta che l'Airbus russo A321 caduto in Egitto sulla penisola del Sinai il 31 ottobre, provocando la morte di 224 persone, è stato abbattuto da una bomba. "Si può dire in modo inequivocabile che si è trattato di una azione terroristica", ha detto Alexander Bortnikov, capo dei servizi di sicurezza russi, durante un meeting presieduto dal presidente Vladimir Putin, secondo una trascrizione pubblicata sul sito web del Cremlino. Putin ha detto che i responsabili saranno trovati e ha ordinato ai servizi speciali di focalizzarsi su questo. Il presidente russo ha anche detto che la Russia deve intensificare gli attacchi aerei in Siria. Intanto il ministero dell'Interno egiziano ha smentito l'arresto di due impiegati dell'aeroporto di Sharm el-Sheikh.

Data ultima modifica 17 novembre 2015 ore 12:47

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