Parigi, tra le 129 vittime anche Valeria Solesin. Raid su Raqqa

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La ragazza veneta è morta nell'attacco al Bataclan. Per un errore di conteggio per qualche ora si è temuto che le vittime fossero arrivate a 132. Trovata l'auto usata da uno dei commando responsabili degli attacchi. Polizia francese diffonde foto di un ricercato. Panico in città per falsi allarmi. Bombardamenti francesi contro l'Isis

A due giorni dalla strage che ha scosso Parigi continuano le indagini degli investigatori per identificare i responsabili degli attacchi che hanno provocato 129 morti, tra cui l’italiana Valeria Solesin. Due dei kamikaze hanno ora un nome. È caccia, poi, all’ottavo terrorista in fuga. E mentre la Francia risponde agli attentati intensificando i bombardamenti a Raqqa, nella capitale ferita si sono vissuti momenti di panico per due falsi allarmi. Sul fronte politico, il presidente Francois Hollande (che non è in Turchia con gli altri leader del G20) starebbe pensando di estendere fino a tre mesi lo stato d’emergenza e il ministro Bernard Cazeneuve ha annunciato in diretta tv di voler chiudere le moschee radicali.

Arriva la conferma: Valeria Solesin è morta -
Molti francesi oggi hanno sfidato la paura e si sono raccolti intorno ai luoghi dei massacri. Fiori e candele sono stati lasciati anche davanti al Bataclan. È qui che venerdì scorso è stata uccisa anche la 28enne veneziana Valeria Solesin. La conferma ufficiale della sua morte è arrivata in tarda mattinata dal console italiano Andrea Cavallari, rimasto per ore all'istituto di medicina legale di Parigi per il difficile riconoscimento della salma. Il console ha assicurato che al momento non risultano altre vittime italiane. Per qualche ora, poi, sembrava che il bilancio fosse salito a 132 morti, ma si trattava di un errore di conteggio degli ospedali.

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Paura per falsi allarmi - Molta gente si è radunata nel pomeriggio a Place de la Republique. All’improvviso, però, qualcosa ha interrotto i canti delle centinaia di persone e in pochi minuti la piazza è stata evacuata. Qualcuno ha detto di aver sentito degli spari e sono subito entrate in azione le forze speciali. Per fortuna era un falso allarme: dei petardi o, forse, una lampadina scoppiata in un ristorante. Falso allarme per un’esplosione che non c’è stata anche vicino alla Bastiglia.

La Francia bombarda Raqqa - Nel tardo pomeriggio è arrivata anche la risposta del governo francese agli attacchi a Parigi: sono stati intensificati i raid in Siria. Pioggia di fuoco a Raqqa, roccaforte siriana dell’Isis. Secondo il ministero della Difesa sono state sganciate almeno 20 bombe che avrebbero colpito centri nevralgici dello Stato Islamico, come il centro di comando e alcuni campi d’addestramento. Saltata la corrente elettrica.

Caccia all’ottavo terrorista in fuga -
Dall’Iraq, intanto, arrivano rivelazioni secondo le quali sarebbe stato il Califfo dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi in persona ad ordinare di colpire i Paesi "nemici". Baghdad, si apprende, aveva avvertito della minaccia “imminente” Parigi, Teheran e Washington, 24 ore prima della mattanza nella capitale francese.
Vanno avanti anche le indagini per risalire ai responsabili materiali degli attacchi. Agli assalti avrebbero partecipato anche tre fratelli belgi: uno si sarebbe fatto esplodere, un altro è stato arrestato in Belgio e il terzo è ricercato. La polizia francese ha diffuso una sua foto: si chiama Abdeslam Salah, ha 26 anni, è nato a Bruxelles ma è francese. Il presunto ottavo terrorista è il ricercato numero 1 dalle polizie di tutta Europa. Sabato mattina è sfuggito a un controllo alla frontiera. In un primo momento si pensava che fosse fuggito in Belgio, ma sembra che l'ipotesi sia caduta: non si esclude che si sia diretto altrove per trovare rifugio. E tra i Paesi segnalati ci sono Italia, Spagna e Germania.
In precedenza era stato identificato un altro kamikaze: Omar Ismail Mostefai, francese. Trovata, intanto, la Seat nera usata da uno dei 3 gruppi di fuoco che hanno attaccato la città.
 

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