Eroi, vittime e sopravvissuti: le storie degli attentati a Parigi

1' di lettura

In mezzo alle stragi di venerdì sera nel cuore della Francia ci sono le lacrime dei superstiti, gli episodi di coraggio, le coincidenze e i destini incrociati. Ci sono soprattutto le testimonianze di tante vite spezzate. Ecco alcuni dei racconti emersi dalla notte di terrore nella capitale francese

La notte di terrore che ha sconvolto Parigi è una lunga sequenza di storie. Un mosaico di piccoli e frammentari racconti di chi si trovava nei luoghi degli attentati, nei locali delle stragi. Sono le testimonianze dei superstiti, gli episodi di eroismo, il ricordo delle vittime. Ecco alcune delle vicende emerse dal venerdì nero della capitale francese:

 

L'italiano scampato alla morte anche all'Heysel – Massimiliano Natalucci è un 45enne di Senigallia. Si trovava al Bataclan insieme ad un'amica. Sono sopravvissuti entrambi alla carneficina, lui con escoriazioni e lei con una ferita di striscio alla spalla. I parenti di Massimiliano, in Italia, hanno spiegato che non è la prima volta che scampa alla morte. Sua sorella ha raccontato: “È stato miracolato per cinque volte. È sfuggito alla strage dell’Heysel, quando aveva appena 15 anni: era lì con nostro padre e uno zio. Ci sono stati anche due incidenti stradali gravissimi”. E in un altro caso non salì per una coincidenza su un'auto che finì nel porto canale di Senigallia provocando la morte dei tre amici a bordo. “Tutto merito di un bacio che Papa Wojtyla gli diede da bambino in piazza San Pietro”, ha dichiarato la sorella.

 

L'inutile ricerca dei fidanzati morti – La foto di Mathias e Marie aveva fatto il giro del web. Due fidanzati felici in uno scatto a colori, diffuso con l'hashtag #RechercheParis, usato per ritrovare i dispersi della notte di terrore a Parigi. I due ragazzi erano al Bataclan venerdì sera. Ore di attesa e speranza, poi un'altra utente ha postato la stessa foto ma in bianco e nero: "La ricerca è finita, non ho più parole, solo lacrime. Mathias e Marie ci hanno lasciati".

 


L'assessore romagnola sopravvissuta - Ouidad Bakkali, 28enne assessore alla cultura del Comune di Ravenna, di origine marocchina, era seduta al Carillon insieme al suo compagno. Era appena stata dall'altra parte della strada, al ristorante cambogiano “Le Petit Cambodge”. Non c'erano tavoli liberi e nell'attesa, con gli amici, si è seduta nel bar di fronte. “Sono cominciati gli spari, ci siamo buttati a terra ed abbiamo visto vetri che cadevano e oggetti che volavano sui tavoli, poi siamo scappati e ci siamo nascosti in una specie di garage”. Tutto il suo gruppo si è salvato.

 

Destini incrociati tra Bataclan e Stade de France – Nella tragica notte di Parigi si sono sovrapposte le storie di due calciatori e dei loro parenti. Lassana Diarra e Antoine Griezmann sono due centrocampisti di fama mondiale, entrambi in campo venerdì allo Stade de France nell'amichevole dei blues contro la Germania. Mentre giocavano si sono sentite le esplosioni fuori dallo stadio. Ma non potevano sapere che a pochi chilometri di distanza si stava compiendo il massacro al Bataclan. E proprio nel teatro parigino, al concerto degli Eagles of Death Metal, erano presenti tra il pubblico Asta Diakite, cugina di Diarra, e Maud Griezmann, sorella del calciatore dell'Atletico Madrid. Le due non si conoscevano, erano semplicemente nello stesso locale. La prima è morta, la seconda si è salvata.

 



I morti del Bataclan: il critico musicale e l'amico della band – Tra le vittime della strage al Bataclan ci sono anche Guillaume Decherf e Nick Alexander. Il primo, padre di due bambine, era un giornalista del settimanale Les Inrockuptibles, importante magazine underground francese. Doveva scrivere la recensione del concerto ed è stato ammazzato dai proiettili. Alexander, invece, lavorava nello staff degli Eagles of Death Metal, la band che si stava esibendo sul palco del locale parigino. Lo hanno ucciso mentre lavorava: era l'addetto al merchandising del gruppo.

 

Il cameriere musulmano che ha salvato due donne – Safer è un cameriere. Lavora nel bar "Le Carillon", uno dei locali attaccati venerdì sera, dove sono morte 15 persone. Quando sono iniziati gli spari ha trascinato due donne, ferite dai proiettili, nella cantina del locale. Mentre di sopra il commando di estremisti islamici continuava a uccidere, un altro musulmano ha salvato dalla morte due persone. La sua storia è stata raccontata con alcuni tweet da un giornalista della Bbc.

 

 

L'architetto che doveva essere nel bar della strage - Bernardo Grilli, 29 anni, romano, da qualche tempo lavora in uno studio internazionale parigino. Aveva appuntamento coi colleghi al Carillon. "Vi raggiungo un po' più tardi, aspettatemi", gli ha scritto. Grilli aveva un altro impegno con altri amici, coi quali ha mangiato una pizza. Ha ricevuto una chiamata da una persona in lacrime: “Hanno sparato ai nostri amici al Carillon". Un suo collega tedesco è stato ucciso, altri due feriti. E lui sarebbe dovuto essere lì con loro.

 

Le due sorelle uccise - Due sorelle tunisine, Halima e Houda Saadi, di 34 e 35 anni, sono state falciate dalle raffiche di mitra. Originarie di Menzel Bourguiba, circa 70 km da Tunisi, in un Paese già tragicamente colpito dal terrorismo jihadista, erano a Parigi per festeggiare insieme il compleanno di un'amica in uno dei locali assaltati dai terroristi.

 

Il film rinviato perché troppo simile – Si intitola “Made in France”, è un thriller come tanti altri, in uscita nelle sale francesi il prossimo mercoledì. Ma gli attentati hanno spinto la casa produttrice a rinviare la data del lancio. La pellicola di Nicolas Boukhrief racconta la storia di un giornalista musulmano che si infiltra in una cellula jihadista nelle periferie parigine, pronta a provocare attentati in città. L'uscita del film era già stata cancellata mesi fa, subito dopo la strage di Charlie Hebdo. Ora l'ennesimo blocco. Inquietante, vista oggi, anche la locandina del film: un fucile d'assalto Ak-47 appoggiato alla Torre Eiffel. Sopra campeggia la scritta: "La minaccia che viene dall'interno".

Leggi tutto