Francia, Hollande proclama lo stato d'emergenza: “Atto di guerra”

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Il presidente ha decretato la misura d'urgenza sul suolo francese per la seconda volta nella storia della Repubblica. “Trionferemo sulle barbarie”, ha dichiarato, annunciando anche tre giorni di lutto nazionale. Chiusi tutti i musei, sospese le manifestazioni sportive. Alle frontiere sono stati intensificati i controlli al massimo livello di allerta. CRONACA DEGLI ATTACCHI - DIRETTA

Il presidente francese Francois Hollande ha dichiarato lo Stato di emergenza su tutto il territorio nazionale come misura d'urgenza dopo gli attentati a Parigi. "Quello di ieri sera è un atto di guerra e di fronte alla guerra il paese deve prendere decisioni appropriate", ha detto in diretta tv. "Le forze di sicurezza e l'esercito sono mobilitati al massimo livello delle loro possibilità. La Francia trionferà sulla barbarie". Il presidente ha lanciato un appello "all'unità indispensabile" contro “un atto di guerra pianificato dall'esterno con complicità interne", un "atto di guerra compiuto dall'esercito dell'Isis" (LE FOTO DEGLI ATTACCHI).

 

 

Tre giorni di lutto - Il presidente francese ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Intanto, tutti i musei della città di Parigi sono chiusi, tutte le competizioni sportive nell'Ile de France, la regione di Parigi, sono state sospese per il fine settimana. Circa 1500 soldati sono stati dislocati nella capitale per sorvegliare scuole e università. In un primo momento Hollande aveva anche annunciato la chiusura delle frontiere ma l'Eliseo ha precisato che sono stati aumentati i controlli al massimo livello di allerta ma i confini rimangono aperti e non si segnalano particolari disagi alla circolazione.

 

Cosa è lo stato di emergenza - La decisione di ricorrere allo stato d'emergenza è una scelta che non venne utilizzata nemmeno in seguito agli attacchi a Charlie Hebdo di gennaio. La procedura è stata istituita nel 1955, all'epoca della guerra d'indipendenza in Algeria. Ma nella storia repubblicana era stata utilizzata sul suolo francese solo una volta, nel 2005, decretata da Jacques Chirac durante le rivolte nelle banlieu. Permette limitazioni come l'interruzione della circolazione e le perquisizioni personali, anche a domicilio.  

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