Rifugiati, l'italiano Filippo Grandi nuovo Alto Commissario dell'Unhcr

Il nuovo Alto Commissario designato dell'Unhcr Filippo Grandi (Ansa)
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Il segretario Onu Ban Ki-moon ha scelto il 58enne milanese per guidare dal 1 gennaio l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa delle emergenze migratorie. Ora l'Assemblea Generale dovrà dare l'approvazione definitiva. Renzi: “Grande soddisfazione”. Intanto, al termine del vertice Ue sui migranti a La Valletta, Juncker dice: "Avanti di questo passo con i ricollocamenti finiremo nel 2101"

La crisi mondiale dell'immigrazione sarà gestita da una guida italiana. L'Onu ha scelto il nuovo Alto Commissario dell'Unhcr. Si tratta del 58enne milanese Filippo Grandi, che dal primo gennaio prenderà il posto di Antonio Guterres a capo dell'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati e dell'emergenza profughi. Il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon ha raccomandato il nome di Grandi per l'incarico, scegliendolo da una ristretta lista di possibili candidati. Ora l'Assemblea Generale dovrà ratificare la nomina.

 

Chi è il nuovo Alto Commissario - Filippo Grandi ha alle spalle una lunga carriera all'interno delle Nazioni Unite. Trent'anni di impegno nella cooperazione internazionale, 27 dei quali come funzionario Onu. Ha lavorato sul campo in Sudan, Iraq, Afghanistan e nella regione dei Grandi Laghi in Africa Centrale. Grandi è stato fino all'anno scorso commissario dell'Unrwa, l'agenzia che si occupa di assistere i profughi palestinesi. Negli anni all'Unrwa da vice commissario e poi come numero uno, Grandi ha fatto fronte a crisi importanti come la guerra del 2006 in Libano, la distruzione del campo di Nahr el-Bared nel 2007, il conflitto a Gaza del 2009 e la guerra civile in Siria, dove si trovavano 550 mila profughi palestinesi sotto l'ombrello dell'Unrwa.

 

Il ruolo cruciale dell'Unhcr - Grandi raccoglierà il testimone dell'ex premier portoghese Antonio Guterres, che guidava l'Unhcr dal 2005. L'agenzia ha uno staff di 10 mila persone al lavoro in 123 Paesi e all'attivo due premi Nobel nel 1954 nel 1981. La nomina arriva in un momento cruciale nei 65 anni di vita dell'agenzia. Ci sono circa 60 milioni di profughi nel mondo che includono 40 milioni di sfollati all'interno dei confini della loro patria e cinque milioni di palestinesi che fanno capo a una altra agenzia, l'Unrwa, di cui l'italiano è stato a capo fino al 2014.

 

Le reazioni politiche - Grande soddisfazione per la nomina da parte del presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Un riconoscimento alle qualità e all'esperienza di Grandi e all'Italia su un tema chiave come quello dei rifugiati e dei profughi". Il primo ministro ha riferito di avergli fatto un "in bocca al lupo". "Orgogliosa per nomina" anche la presidente della Camera Laura Boldrini:

 

 

 

Anche l'Alto rappresentante dell'Ue per la sicurezza e gli affari esteri Federica Mogherini ha commentato su Twitter la nomina:

 

 

Soddisfatto anche il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. La decisione di Ban Ki-moon è “motivo di grande soddisfazione per la Farnesina”. In una nota il ministro aggiunge che essa "rappresenta un riconoscimento delle capacità di Grandi" e dell'impegno che l'Italia ha profuso negli anni a favore della causa dei rifugiati".

 


 

 

Juncker: "Con ricollocamenti così finiamo nel 2101" - Intanto si è chiuso il vertice Ue di due giorni a La Valletta dedicato alla crisi immigrazione. Nella conferenza stampa finale il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha usato parole forti nei confronti dei Paesi europei. "Bisogna accelerare il ritmo della redistribuzione dei profughi da Italia e Francia: se continuiamo a questo ritmo arriveremo all'obiettivo di redistribuirne 160 mila nel 2101".
Il presidente Ue Donald Tusk, dal canto suo, ha osservato che sarà "molto difficile" trovare un accordo con la Gran Bretagna perché le richieste di Londra sono "difficili". Tra le richieste di britanniche più difficili da soddisfare spiccano quella per limiti sui 'benefit' ai migranti Ue in Gb e la richiesta di un diritto di veto di fatto sulle politiche Ue, anche quelle a cui Londra non partecipa. Tusk si è infine detto "sicuro al 99% che a fine novembre avremo il vertice Ue-Turchia".

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