Atletica, la Wada accusa Mosca: doping di Stato. Cremlino: falso

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L’agenzia mondiale antidoping ha chiesto alla Federazione internazionale di atletica leggera di bloccare quella russa in seguito all’inchiesta che ha coinvolto diversi sportivi. "Sabotate le Olimpiadi di Londra". Mosca rischia di perdere i prossimi Giochi di Rio e si difende: "Non ci sono prove"

L'Agenzia mondiale antidoping, la Wada, ha invitato la Iaaf, la federazione internazionale di atletica leggera, a sospendere la Federazione russa dalle competizioni in seguito all'inchiesta su vari casi di doping che hanno coinvolto atleti del paese. In aggiunta, la Wada avrebbe anche chiesto la squalifica a vita di cinque atleti e cinque  allenatori per doping e la revoca dell'accreditamento del laboratorio di Mosca come centro antidoping. Se la richiesta della Wada fosse accettata dalla Federazione Internazionale, sarebbe impedito agli atleti russi di partecipare a qualunque evento compresi Olimpiadi, campionati del mondo o d'Europa.

Mosca però respinge le accuse, e parla di iniziativa con "motivazione politica", per una vicenda che peraltro non sembra confinata alle istituzioni sportive, perché risulterebbe coinvolti i servizi russi e addirittura il Cremlino, reo di "intimidazioni dirette" verso il laboratorio antidoping. Per il portavoce di Putin, Dmitri Peskov le accuse sono "infondate".

 


Nelle 350 pagine del report, dopo quasi un anno di indagini -ha detto Dick Pound fra i titolari dell'inchiesta- emerge "uno scandalo più grave di quanto si pensasse" perché consapevolmente "si sono fatti gareggiare atleti che dovevano essere fermati a causa della loro positività". La Wada sollecita la radiazione di 5 atleti, 4 allenatori e un dirigente. Fra cui l'oro e il bronzo negli 800 mt a Londra 2012, Marya Savinova e Ekaterina Poistogova. "Quei Giochi di fatto sono stati sabotati", è l'altra dura accusa della Wada.

Secondo l’agenzia antidoping però a Mosca ci sarebbe stato addirittura un laboratorio fantasma, cui consegnare migliaia di flaconcini con i prelievi per essere esaminati prima di affidarli, eventualmente “ripuliti”, al laboratorio ufficiale. Ma non c'è solo l'atletica in questa storiaccia: secondo la Wada, durante i Giochi invernali di Sochi, i servizi segreti avrebbero gestito direttamente i test sugli atleti russi.

 

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