Il Myanmar volta pagina, trionfa Aung San Suu Kyi

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Successo per il Premio Nobel per la Pace alle prime elezioni libere da 25 anni. “Abbiamo il 70%” dice un portavoce della Lnd. Il partito al governo ammette la sconfitta alle elezioni. La folla festeggia

In Myanmar ha trionfato il partito del premio Nobel per la Pace, Aung San Suu Kyi. La Lega Nazionale per la Democrazia (Lnd) ha rivendicato la vittoria nelle elezioni legislative di domenica 8 novembre, che è confermata dai primi dati ufficiali e apre la porta a un cambiamento storico. A causa di una norma 'ad personam' voluta dal passato regime militare, la 'pasionaria' birmana sa già che comunque non potrà diventare presidente dopo le elezioni (70 anni in difesa dei diritti umani: FOTOSTORIA)

 

"Abbiamo il 70% dei voti" - La Lnd ha ottenuto 35 dei 36 primi seggi di deputati attribuiti dalla Commissione elettorale. Non è chiaro quando arriveranno i dati definitivi, potrebbero volerci giorni. In base ai dati raccolti autonomamente nei seggi, il portavoce dell'Lnd ha detto però che spera di ottenere "più del 70 per cento dei voti". E il partito al governo ha già ammesso la sconfitta: il presidente dell'Usdp, il Partito di unione, solidarietà e sviluppo del presidente, Thein Sein, creato nel 2010 proprio per le elezioni di quest'anno, ha aggiunto che accetterà il risultato delle elezioni.

 

 

Festa per le strade - Intanto si festeggia. Una moltitudine vestita con le camice rosse dell'opposizione si è riversata davanti alla sede della Lng e i primi risultati non hanno fatto che galvanizzare la folla. La Premio Nobel per ora invece non si è sbilanciata. "Credo che abbiate un'idea del risultato, ma ancora non voglio dire nulla", ha dichiarato in una breve apparizione dal balcone del partito, nel centro di Yangon.

 

Aung San Suu Kyi - La Premio Nobel per la Pace punta a ottenere la maggioranza assoluta nei due rami del Parlamento e in molte assemblee regionali. Aveva già vinto nel 1990, ma la giunta militare l'avevano tenuta agli arresti domiciliari per 15 anni. Se si confermasse questo risultato, la Lnd potrebbe ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento, nonostante il 25% dei seggi riservati ai militari, e potrebbe eleggere il prossimo presidente all'inizio del 2016. Di sicuro, la vittoria apre una nuova era nel Paese dopo decenni di potere dei militari, la cui influenza è proseguita anche dopo l'autodissolvimento dell'ultima giunta, nel 2011.

 

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