Vatileaks, Francesco: rubare documenti è reato, atto deplorevole

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Il Papa, a sorpresa, alla fine dell'Angelus parla della nuova fuga di documenti in Vaticano. "Io stesso avevo chiesto di fare quello studio. Sono state prese delle misure che hanno dato dei frutti", dice. "Questo triste fatto non mi distoglie dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti", aggiunge

“Rubare è un reato” e “far uscire quei documenti riservati è stato uno sbaglio. È un atto deplorevole che non aiuta”. Papa Francesco, a sorpresa, alla fine dell’Angelus parla del nuovo caso Vatileaks e della fuga di notizie che ha scosso il Vaticano.

Francesco: “Avevo chiesto io quello studio” - Il Pontefice sottolinea che era stato lui a chiedere di fare chiarezza su quanto accadeva nella Santa Sede. "Io stesso avevo chiesto di fare quello studio e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene", dice riferendosi alle carte riservate che sono state trafugate e pubblicate in due libri. "Sono state prese delle misure che hanno dato dei frutti, e anche alcuni visibili", aggiunge. E ancora: “Questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi”. Poi ai fedeli chiede: “Vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza”.

Galantino a Sky TG24 - Del nuovo caso Vatileaks ha parlato anche monsignor Nunzio Galantino, ospite a L’Intervista di Maria Latella. Se i fatti che emergono dalle carte trafugate saranno "accertati", ha detto, è "un fatto del quale vergognarci e al quale porre rimedio ma non perché lo dicono Nuzzi o Fittipaldi ma perché è nel dna della Chiesa".

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