Sinai, l'aereo caduto e l'incubo bomba. Voli sospesi per Sharm

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Per Usa e Gb, a causare la caduta del velivolo potrebbe essere stato un ordigno esplosivo piazzato dall'Isis o da suoi affiliati. Dopo lo stop, le compagnie annunciano che nelle prossime ore riporteranno indietro i turisti bloccati in Egitto, compresi i 180 che sarebbero dovuti rientrare a Malpensa

Cresce l'allarme terrorismo dopo gli ultimi sviluppi nelle indagini sulla tragedia dell'aereo precipitato in Sinai in cui sono morte 224 persone. Secondo l'intelligence di Washington e di Londra, dietro l'esplosione potrebbe esserci la mano dell'Isis. "Non possiamo escludere nulla, compreso che si sia trattato di un atto terroristico", ha comunicato la Casa Bianca. Le raccomandazioni del governo inglese hanno spinto prima Easyjet e poi Lufthansa a cancellare i voli, anche quelli da Milano, per Sharm El Sheikh.

Dopo lo stop (Easyjet ha sospeso i voli fino al 12 novembre e lo stesso ha fatto Lufthansa senza specificare date), diverse compagnie, compresa la stessa Easyjet hanno annunciato che diversi voli partiranno da Sharm el Sheikh, ma solo - almeno per ora - per avviare il rimpatrio dei circa 20.000 turisti rimasti bloccati nel Sinai. In Gran Bretagna rientreranno i passeggeri della British Airways (2 voli per Londra), i low cost Monarch (5) e Easyjet (9) che prevede anche un volo Sharm-Milano, con a bordo 180 passeggeri.  

 

L'avviso Enac - L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile ha deciso che le compagnie aeree italiane che hanno voli programmati in partenza da Sharm El Sheikh dovranno effettuare per proprio conto controlli di sicurezza (security) aggiuntivi rispetto a quelli che vengono normalmente eseguiti presso l'Aeroporto di Sharm.

 

Il sospetto dell'Isis - C'è una "significativa possibilità" che lo Stato Islamico sia responsabile dell'abbattimento, ha detto qualche ora prima il ministro degli Esteri britannico Phili Hammond a Sky News. "È più probabile che sia stata una bomba" piuttosto che altro a causare il disastro, ha detto invece alla Bbc il premier britannico, David Cameron, difendendo come una necessaria precauzione di sicurezza la decisione di fermare tutti i volti britannici da e per Sharm el Sheikh. Ho "tutta la comprensione", ha continuato Cameron, per le preoccupazioni dell'Egitto (dove si teme che l'allarme terrorismo colpisca di nuovo il vitale flusso turistico verso il Mar Rosso), ma "la sicurezza dei cittadini britannici viene prima". Già mercoledì sera Downing Street aveva fatto sapere che l'aereo russo "poteva essere stato abbattuto da un ordigno esplosivo" nascosto a bordo. Anche i servizi americani, riferiscono fonti dell'intelligence, ritengono molto probabile che sia stata una valigia-bomba piazzata dallo Stato Islamico o da suoi affiliati a far esplodere l'aereo russo sul Sinai.

 



Egitto e Russia più cauti - Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry si è detto "sorpreso" dalle dichiarazioni di Cameron. "L'ipotesi dell'ordigno esplosivo a bordo dell'aereo russo non è basata sui fatti, in quanto l'equipe degli investigatori non ha ancora delle prove o dei dati certi che possano confermare tale ipotesi", ha ribattuto Hossam Kamal, ministro dell'Aviazione civile egiziana, che ha aggiunto che le misure di sicurezza negli aeroporti del Paese rispettano gli standard internazionali. Sulla vicenda è intervenuta anche la Russia. Londra "non ci ha fornito nessuna informazione: se le hanno e non le danno, allora è scioccante”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha aggiunto: “Nessuna ipotesi può essere esclusa, ma allo stesso tempo non ci sono le basi per accreditare una delle versioni come più o meno plausibile: lo può fare solo l'inchiesta”.

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