Aereo russo, Usa: bomba dentro valigia. Gb e Irlanda: stop voli per Sharm

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Secondo una fonte dei servizi d'intelligence statunitensi, sarebbe stata questa la causa dello schianto dell'Airbus A321: la responsabilità potrebbe essere dell'Isis o di gruppi affiliati. La commissione investigativa parla di esplosione di un motore. Gran Bretagna e Irlanda sospendono voli sulla penisola egiziana

Sul disastro nei cieli del Sinai si allunga sempre di più l'ombra del terrorismo. A far esplodere l'aereo russo, secondo una fonte dei servizi d'intelligence statunitensi citata da Cnn, sarebbe stata una bomba piazzata dentro una valigia o un bagaglio a mano. La responsabilità sarebbe dell'Isis o di qualche gruppo affiliato ma, precisa la fonte, su questa ipotesi non c'è ancora una conclusione formale della comunità dell'intelligence. L’indiscrezione arriva proprio mentre l'Isis torna a rivendicare la catastrofe con un messaggio audio online e un nuovo video di propaganda in cui avverte Putin che questo è solo l'inizio della vendetta per i raid russi in Siria.
E nella mattinata di giovedì 5 novembre il ministro degli Esteri  britannico Phili Hammond ha detto a Sky News che c’è una "significativa possibilità" che  lo Stato Islamico sia responsabile dell'abbattimento dell'aereo russo.

Stop ai voli -
La Gran Bretagna, intanto, seguita poco dopo anche dall'Irlanda, ha deciso di sospendere tutti i suoi voli sulla penisola egiziana, condividendo il timore che sia stato "un ordigno" a causare la sciagura. Lo stop riguarda i voli in arrivo e in partenza da Sharm el-Sheik, la popolare località turistica sul Mar Rosso da cui era decollato l'Airbus russo precipitato sabato con 224 persone a bordo. La compagnia Easyjet ha annunciato la cancellazione di tutti i voli per Sharm (quattro da Londra, uno da Manchester e uno da Milano Malpensa). Alitalia, da parte sua, assicura che "nessuna sua rotta transita sopra il deserto del Sinai o altre zone di guerra".

Commissione investigativa: esploso motore - Un’altra indiscrezione arriva da una "fonte della commissione investigativa" citata dal portale egiziano Al-Masry Al-Youm: sostiene che a causare la distruzione dell'aereo - avvenuta probabilmente in aria, secondo gli esperti russi - sia stata l'esplosione di un motore. Non è però ancora chiaro, spiega la stessa fonte, se questa esplosione sia da imputare a una bomba o a un guasto. Altri periti, citati questa volta da LifeNews, riferiscono che sui corpi dei passeggeri che erano seduti vicino alla coda sarebbero stati riscontrati "traumi esplosivi con ustioni multiple". I dubbi però rimangono visto che finora, secondo l'agenzia Ria Novosti, non sono state trovate tracce di esplosivo sui frammenti dell'aereo. Anche se le ricerche continuano.

Egitto scettico sulla matrice terroristica - Ieri una fonte "ben informata" aveva dichiarato che "nelle registrazioni" prima "della sparizione dell'aereo dagli schermi dei radar" si sentono "suoni non consueti per un volo normale". Ma a mettere in dubbio queste affermazioni è oggi il governo del Cairo, secondo cui il Cvr (Cockpit Voice Recorder), la scatola nera che registra le voci in cabina di pilotaggio, "è in parte danneggiato e ci vorrà molto lavoro per estrarne i dati". Gli analisti per ora avanzano le più diverse congetture, che vanno dal guasto alla bomba nascosta nella stiva, dal cedimento strutturale all'esplosione di un motore o di un serbatoio di carburante. Ma il presidente egiziano, Abdul Fattah al-Sisi, continua a mostrarsi scettico sui crescenti sospetti di una matrice terroristica e bolla come "illazioni infondate" le ipotesi in tal senso.

Nuova rivendicazione dell’Isis - Molti esperti, in realtà, dubitano che i jihadisti egiziani abbiano potuto abbattere l'A-321 della Kogalymavia, almeno non con un missile: nel momento in cui è scomparso dai radar, l'aereo viaggiava infatti a quota 9.450 metri, un'altezza giudicata troppo elevata per i razzi a spalla di cui si sa che gli estremisti della zona sono in possesso. “Controllate le scatole nere, visionate il relitto e provate a sostenere che non è stato abbattuto", dice la voce di un estremista nel messaggio audio sul web. E ancora: "Non siamo obbligati a svelarvi il modo in cui abbiamo abbattuto l'aereo, ma ve lo diremo solo quando e come vorremo noi".

Continuano le ricerche - Tra le sabbie e le montagne della penisola del Sinai, intanto, proseguono le ricerche dei frammenti dell'Airbus e dei resti delle vittime. Le squadre russe hanno già setacciato un'area vasta 30 chilometri quadrati attorno alla zona in cui si trovano i pezzi del relitto e le ricerche sono state estese in modo da coprire un'area di 40 chilometri quadrati. Anche con l'aiuto dei droni. A San Pietroburgo, la città dove era diretto l'aereo, continua il processo di identificazione delle vittime in un obitorio di corso Shafirovski. E - secondo i media - sono già state raccolte oltre 160mila firme per realizzare all'aeroporto Pulkovo un monumento alle 224 vittime del più grave disastro aereo della storia moderna russa: l'idea è quella di una statua della piccola Darina, una bambina di 10 mesi che ha perso la vita sul volo 92-68, che tiene in mano un aeroplanino.

Data ultima modifica 05 novembre 2015 ore 11:42

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