Egitto, precipita aereo russo: 224 morti. Isis rivendica ma Il Cairo e Mosca smentiscono

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L'Airbus A-321 era decollato da Sharm el-Sheikh per San Pietroburgo. Non ci sono sopravvissuti. Tra le vittime anche 27 bambini. I jihadisti in un video affermano di aver “ucciso oltre 220 crociati russi”. Ma fonti della sicurezza egiziana e il governo russo ribadiscono che all'origine del disastro c'è "un guasto tecnico”. Lufthansa e Air France: eviteremo la rotta

Un aereo civile russo con a bordo 224 persone, tra cui 27 bambini, si è schiantato nel centro della penisola egiziana del Sinai. Contrariamente a quanto sperato in un primo momento non ci sono superstiti. Si era infatti diffusa la notizia che i soccorritori avessero “sentito delle voci che dall'interno del velivolo chiedevano aiuto". Purtroppo, invece, i 217 passeggeri, che tornavano a San Pietroburgo dopo una vacanza a Sharm el-Sheikh, e i 7 membri dell’equipaggio hanno tutti perso la vita nell’impatto.

L’Isis: abbiamo abbattuto il volo - E’ stata recuperata la scatola nera, che potrà chiarire cosa sia successo nei cieli egiziani, ma dall’Isis è arrivata la rivendicazione. I terroristi hanno diffuso su web un comunicato e un video del presunto abbattimento dell’aereo attraverso i quali affermano di aver ucciso "oltre 220 crociati russi". “Voi russi e i vostri alleati - continua il messaggio - non sarete più sicuri sui cieli dei Paesi musulmani". Fonti della sicurezza egiziana però smentiscono con forza l'autenticità della rivendicazione. "E' stata un'avaria" affermano e sottolineano che il velivolo volava a oltre 10.000 metri di altezza, un'altitudine tale da non poter essere abbattuto dai jihadisti. Il video "è stato chiaramente fabbricato - si sottolinea - Per abbattere un aereo a quell'altezza i jihadisti dovrebbero avere armi sofisticate che certamente non hanno". A stretto giro di posta arriva anche la smentita del governo russo che parla di "problema tecnico" e dichiara per domenica 1 novembre il lutto nazionale.



La ricostruzione – Ciò che è certo è che l’aereo, un Airbus A-321 della piccola compagnia siberiana Kogalymavia, era decollato nella mattinata di sabato da Sharm el-Sheikh per San Pietroburgo. E' precipitato in una zona in cui l'esercito egiziano sta combattendo i jihadisti dell'Isis.
A quanto si apprende, si sono perse le tracce dell'aereo sulla penisola del Sinai 23 minuti dopo il decollo, avvenuto "alle 6.51 ora di Mosca" da Sharm el-Sheikh.
Una fonte dello scalo di Sharm el-Sheikh denuncia che i piloti lamentavano da alcuni giorni dei problemi di avviamento a uno dei motori dell'aereo, che volava da ormai più di 18 anni. Mentre stando ad un membro dell'ente aeronautico egiziano, poco prima della tragedia il comandante aveva chiesto un atterraggio di emergenza sulla pista più vicina. Quest'ultima notizia è stata però smentita in serata dalle autorità egiziane, che hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di soccorso dall'aereo russo.

 

Lufthansa e Air France non voleranno più sul Sinai - Putin ha ordinato di indagare sulla tragedia e ha proclamato una giornata di lutto nazionale, mentre il Comitato investigativo russo ha aperto un'inchiesta per "violazione delle norme di sicurezza dei voli" contro la Kogalymavia.
E intanto, due delle più importanti compagnie aeree europee, la tedesca Lufthansa e l'Air France-KLM, hanno deciso di non volare più sopra la penisola del Sinai fino a quando non si chiariranno le cause che hanno causato lo schianto del jet russo. Più drastica la decisione che riguarda la compagnia russa Kogalymavia, la stessa dell'aereo precipitato nel Sinai: tutti i voli Airbus A321 sono stati sospes, secondo quanto annunciato dall'Agenzia federale dei trasporti.

 

 

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