Germania, il rapitore del piccolo Mohamed confessa un secondo delitto

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Il 32enne che aveva confessato l'assassinio del profugo bosniaco di 4 anni, scomparso a Berlino e ritrovato senza vita nel portabagagli di un'auto, ammette di aver ucciso un altro bambino

Ha confessato l'omicidio di un secondo piccolo l'uomo tedesco di 32 anni arrestato ieri dalla polizia nella regione di Brandeburgo. L'uomo aveva ammesso di aver ucciso Mohamed, un bambino profugo bosniaco ritrovato senza vita nel portabagagli della sua auto, la cui scomparsa era stata denunciata il 9 ottobre scorso. Ora la seconda confessione: la vittima sarebbe un piccolo di 6 anni, scomparso a Potsdam nel mese di luglio. La notizia è stata resa nota dalla Procura tedesca. L'imputato è detenuto nel carcere di Jueterbog, nello Stato di Brandeburgo.

 

La scomparsa del piccolo Mohamed - Mohamed, la prima vittima, era scomparso circa venti giorni fa. Quel giorno l’ufficio di Berlino era affollatissimo a causa dell’emergenza migranti che la Germania e l’Europa si trovano a fronteggiare. E della confusione si era servito il rapitore che aveva intercettato Mohamed e lo aveva sottratto alla sua famiglia. Aldiana, la madre del piccolo, era nell’ufficio di Lageso con i suoi tre bambini: Melinda di 9 anni, Mohamed di 4, e Kevin, ancora in braccio, perché aveva soltanto 5 mesi. La donna doveva prelevare 2.900 euro di sussidi per la sua famiglia e per qualche momento aveva perso di vista il piccolo. Quando aveva iniziato a cercarlo non lo aveva più trovato e disperata si era rivolta alla polizia.

Qualche ora dopo lo aveva riconosciuto nelle immagini riprese da una camera di videosorveglianza dell’ufficio migranti. Adesso l'uomo accusato dell'omicidio del piccolo, secondo quanto riportato dalle agenzie tedesche sarebbe responsabile anche dell'uccisione di un altro bambino.

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