Migranti, Ue apre a flessibilità su vincoli di bilancio "per Paesi che fanno sforzi straordinari"

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Juncker ha confermato che i costi straordinari sostenuti dagli Stati europei per gestire la crisi migratoria saranno calcolati come eventi eccezionali alla luce dell'interpretazione più flessibile del Patto di Stabilità e Crescita

La Ue apre sulla concessione di margini finanziari in risposta alla crisi dei migranti, se un Paese compie uno sforzo straordinario per far fronte all'emergenza. Intanto arriva il monito del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, secondo il quale la crisi migratoria "purtroppo non farà che deteriorarsi e può distruggere conquiste, come la libera circolazione delle persone, previste dal trattato di Schengen". Per l'ex premier polacco l'Ue rischia un vero e proprio terremoto: "La crisi - ha detto - può creare scosse tettoniche nel panorama politico europeo".

Ue: flessibilità per chi compie sforzi - Durante il suo intervento all'Europarlamento, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha chiarito che "il Patto di Stabilità e Crescita sarà applicato tenendo conto degli sforzi straordinari dei Paesi che ne fanno. Le regole contengono un margine di flessibilità che verrà utilizzato. Ma fra i grandi Paesi ce ne sono anche alcuni che non fanno abbastanza: solo chi dimostrerà di compiere sforzi avrà diritto alla flessibilità". Secondo il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, nel mini-vertice del 25 ottobre "è emerso in maniera piuttosto brutale il problema dei migranti lungo la rotta dei Balcani". "Sono molto preoccupato, perché il clima che ha caratterizzato la riunione è stato spettrale", ha avvertito.

Onu: peggiore crisi migratoria dalla II Guerra mondiale
- Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Onu, sono più di 700.000 i migranti arrivati quest'anno in Europa attraverso il Mediterraneo in quella che è la peggiore crisi migratoria continentale dalla Seconda guerra mondiale. Circa 562.355 persone scappate da guerra e miseria in Siria, Iraq e Afghanistan hanno raggiunto la Grecia, mentre 140.000 sono arrivate in Italia, per un totale di 705.200.

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