1' di lettura

L'agenzia per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della Sanità inserisce le carni lavorate, tra cui anche salsicce e prosciutti, nel gruppo degli elementi più cancerogeni, insieme a sigarette e benzene. Il presidente degli oncologi italiani: "Niente allarmismi, dati che già si conoscevano"

Le carni lavorate come i würstel "sono cancerogene", e vanno inserite nel gruppo 1 delle sostanze che causano il cancro a pericolosità più alta come il fumo, alcol, benzene e naftalina. A lanciare l'allarme è l'International Agency for Research on Cancer (IARC) dell'Organizzazione mondiale della Sanità in uno studio sul consumo della carne (qui il pdf). Per carni lavorate, specifica il documento dello Iarc, si intendono appunto i classici hot dog, ma anche prosciutti, salsicce e in genere tutte le carni inscatolate. Rischio minore invece per le carni rosse non lavorate, che l'agenzia dell'Oms inserisce comunque nella categoria "probabilmente cancerogene".
 

Decisione presa sulla base di tutti gli studi in materia - Nel documento si legge che la decisione è stata presa dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. "Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colon-rettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa".

L'Oncologo: "Serve moderazione nel consumo" - "No agli allarmismi: l'Oms dice cose che in gran parte già sappiamo, e nessuno si sogna di vietare il consumo di carne: come per tutti gli alimenti, serve equilibrio" è il commento a caldo di Carmine Pinto, presidente dell'associazione italiana degli oncologi (Aiom). "Gli studi sugli insaccati hanno indotto gli esperti a collocarli nel gruppo più a rischio perché se neè appurata la cancerogenicità, soprattuto per via di nitrati e nitriti, i conservanti che vengono utilizzati" spiega ancora Pinto. Ma va detto, avverte l'oncologo, "che si tratta in gran parte di studi vecchi, oggi si usano molto meno questi conservanti tossici". Quanto alla carne rossa, collocata nel gruppo 2A, "è messa tra i 'probabili' elementi cancerogeni, perché ancora non c'è una certezza sugli studi epidemiologici. Poi ovviamente dipende dalla quantita', non si può dire che la carne rossa fa male come il fumo. C'e' un equilibrio che va mantenuto". In ogni caso, secondo l'oncologo, si tratta di "un invito a tornare alla dieta mediterranea".

Tumore al colon-retto il più frequente in Italia - Secondo uno studio Aiom il 9% degli italiani nel 2010 mangiava carne rossa o insaccati tutti i giorni, il 56% 3-4 volte a settimana. Per il ministero della Salute il cancro del colon-retto, quello di cui si e' trovata la maggiore associazione con il consumo di carne lavorata, è in assoluto il tumore a maggiore insorgenza nella popolazione italiana, con quasi 55.000 diagnosi stimate per il 2013.

Leggi tutto