Migranti, 14 morti lungo le rotte del Mediterraneo

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Sono decedute per asfissia le otto persone trovate a bordo di un gommone sovraffollato soccorso al largo della Libia, mentre nel mar Egeo si registrano altre sei vittime, tra cui due bambini. Dopo la chiusura del confine tra Croazia e Ungheria, l'emergenza via terra si sposta ora in Slovenia

Non si ferma la fuga di migranti dalle zone di guerra e di povertà verso l'Europa, con i profughi siriani che preferiscono la rotta balcanica, ora concentrata in Slovenia, mentre continuano le partenze di barconi sovraffollati dalle sponde dell'Africa del Nord. Negli ultimi due giorni sono circa 1300 le persone salvate, mentre le vittime sarebbero almeno 14, tra cui due bambini.

Morti per asfissia su un gommone - Sono morti infatti per asfissia e gli stenti della traversata gli otto migranti, 7 donne e un uomo, trovati a bordo di un gommone soccorso domenica dalla nave 'Bersagliere' della Marina militare, al largo della Libia. A riferirlo fonti della Marina che hanno sottolineato il livello di sovraffollamento del natante partito il giorno prima dalla costa libica. Le vittime erano in fondo al gommone semiaffondato e che imbarcava acqua, insieme ai 113 tratti in salvo e che senza l'intervento dell'unità navale non ce l'avrebbero fatta.  Sempre nella giornata di domenica inoltre, al largo dell'isola di Kastellorizo, in Grecia, sono stati trovati morti cinque migranti, tra cui un bambino, due ragazzi e due donne. Un altro bimbo di 8 anni è stato trovato invece morto tra un gruppo di migranti sbarcato a Farmakonisi. Negli ultimi due giorni sono stati soccorsi complessivamente circa 1.300 migranti: 632 persone nella giornata di domenica e 662 salvate nella giornata di sabato.

Via terra ora l'emergenza è in Slovenia
- Via terra, lungo la rotta dei Balcani, intanto, il flusso di migranti procede in modo incessante. Il nuovo fronte caldo è ora quello sloveno, verso cui la Croazia ha indirizzato la rotta dei migranti dopo che l'Ungheria ha chiuso i varchi di confine tra venerdì e sabato. Le autorità di Lubiana hanno reso noto di aver ricevuto circa 3.000 profughi ieri, rifiutando l'ingresso di un treno che trasportava altre 1.800 persone. Ma poi hanno avvertito di non poter sostenere più di 2.500 arrivi al giorno, cifra di molto inferiore rispetto ai 5.000 richiesti da Zagabria. La nuova stretta di Budapest al confine con la Croazia, dopo il muro eretto al confine serbo, è stata fortemente criticata dall'Unhcr, secondo cui aumenterà la sofferenza dei migranti ritardandone ulteriormente il percorso.

Merkel in Turchia: "Ankara ha ricevuto poco sostegno sui migranti"
- Un altro Paese chiave nel contenimento dell'emergenza è la Turchia. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è recata a Istanbul per promuovere il piano Ue di aiuti ad Ankara in cambio di un suo intervento, anche in ottica di contrasto all'immigrazione illegale. "La Turchia ha ricevuto finora poca assistenza dalla comunità internazionale per il grande lavoro che ha svolto nella crisi dei migranti", ha detto la Merkel incontrando il premier Ahmet Davutoglu. Ankara è pronta a collaborare con la Germania, è stata la risposta, "ma la crisi dei migranti non si potrà risolvere senza la fine del conflitto in Siria". La Merkel ha messo sul piatto anche l'impegno ad accelerare il processo di adesione della Turchia all'Unione Europea, accogliendo così la richiesta formulata dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Sul fronte dei ricollocamenti, in Gran Bretagna la chiesa anglicana ha tentato di far pressione sul governo conservatore di David Cameron, tra i più freddi in Europa sulla questione. 84 vescovi hanno scritto una lettera al primo ministro, sollecitandolo ad accettare almeno 50.000 rifugiati provenienti dalla Siria, rispetto ai 20.000 che Londra ha programmato di accogliere entro il 2020.

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