Migranti, almeno 16 morti in Grecia: tra loro 3 bambini

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Due naufragi al largo delle coste greche: almeno in 12 sono annegati mentre tentavano di raggiungere l'isola di Lesbo. Un altro barcone si è capovolto al largo dell'isola di Kalymnos, nell'Egeo: 4 vittime (3 piccoli e una donna). L'Ungheria chiude la frontiera con la Croazia, in migliaia in marcia verso il confine sloveno. VIDEO - SPECIALE

Prosegue l'arrivo dei migranti in Europa. E si registrano altre vittime nel Mediterraneo. Un barcone si è capovolto al largo dell'isola di Kalymnos, nell'Egeo, mentre cercava di raggiungere la Grecia. Quattro le persone morte annegate: tre bambini e una donna. Undici i migranti tratti in salvo. Nelle stesse ore, almeno 12 migranti sono morti nel naufragio di un'imbarcazione mentre tentavano di raggiungere l'isola di Lesbo, sempre in Grecia, mentre altre 25 persone sono state tratte in salvo.

L’Ungheria chiude il confine con la Croazia -
Lungo la rotta balcanica, intanto, continua la marcia dei migranti verso l’Europa Occidentale. L’Ungheria, come annunciato, ha chiuso la frontiera con la Croazia (dove da metà settembre sono passate circa 140.000 persone) e reintrodotto temporaneamente i controlli alla frontiera con la Slovenia. Poco dopo la mezzanotte, la polizia locale ha bloccato con un recinto di filo spinato il passaggio sul confine croato. Budapest ha specificato che il valico di Zalkany è chiuso ai “clandestini”, ma può essere ancora “attraversato legalmente dai richiedenti asilo”. Alcune centinaia di migranti, per ragioni umanitarie, sono state fatte passare anche poco dopo la chiusura delle frontiere: soprattutto famiglie numerose e bambini piccoli, alcuni in precarie condizioni di salute. I valichi sono regolarmente aperti al traffico automobilistico.

In migliaia in marcia - Un mese fa l'Ungheria aveva sigillato al passaggio dei migranti l'intera frontiera di 175 km con la Serbia, provocando un cambio di itinerario del flusso di profughi. Anche questa volta le decisioni di Budapest non hanno fermato le migliaia di persone in marcia: alcune si stanno dirigendo verso il confine sloveno, altre continuano a riversarsi dalla Serbia alla Croazia. Zagabria sta reindirizzando i migranti verso la Slovenia che, però, in previsione del forte flusso ha sospeso il traffico ferroviario regolare con il Paese e ha fatto sapere di poter accogliere fino a un massimo di 7-8mila persone. Il presidente croato, Kolinda Grabar Kitarovic, si è detta a favore di controlli rafforzati alla frontiera con la Serbia. Il ministro degli Interni, Ranko Ostojic, ha dichiarato che la decisione dell’Ungheria non fermerà i migranti. Anzi, ha sottolineato: “Nessuno può fermare questo flusso senza sparare".

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