Afghanistan, Msf chiude Kunduz: commesso crimine di guerra

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Medici senza Frontiere si dice "indignata" dalle parole con cui il governo di Kabul ha tentato di giustificare il bombardamento del suo ospedale, sostenendo che al suo interno si nascondevano talebani. Il fondatore: “Gli Usa dicano la verità”. Nell'attacco sono morte 22 persone

Dopo la strage nell'ospedale di Kunduz City, l'organizzazione Medici senza Frontiere grida al "crimine di guerra". E annuncia di non poter più operare per ora nella città teatro dello scontro fra talebani e forze di sicurezza. Per questo la maggior parte del suo staff è stato trasferito altrove. Secondo l'ultimo bilancio non ancora definitivo della tragedia riferito dalla stessa ong, il numero di morti nelle ultime ore è salito a 22: 12 membri dello staff e 10 pazienti (tre dei quali erano bambini), mentre i feriti sono 34.

“Disgustati dalle parole del governo di Kabul” - Duro il commento del presidente di Medici Senza Frontiere Italia, Loris De Filippi: "Noi siamo veramente disgustati soprattutto dalle ultime affermazioni del governo afghano, che vorrebbe liquidare l'accaduto come danno collaterale e addirittura insinua che si coprissero dei terroristi all'interno dell'ospedale di Kunduz. In 44 anni di storia di Medici senza frontiere non ci siamo mai trovati in una situazione simile".



Kouchner: Usa dicano verità - Per il fondatore di Medici senza frontiere, Bernard Kouchner, intervistato da Repubblica, "il personale umanitario lavora in condizioni sempre più pericolose. Non c'è più rispetto per lo statuto delle ong, che è al di sopra delle parti. Oggi la guerra è diventata sempre più feroce e cieca. Ha ragione l'Onu che parla di un crimine di guerra. Esprimo tutta la mia indignazione. Le condoglianze di Barack Obama sono il minimo, ora bisognerà accertare le responsabilità".

L'ultimo bilancio della strage

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