Siria, accordo Stati Uniti - Russia: "Cercare soluzione comune"

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Faccia a faccia tra Sergei Lavrov e John Kerry dopo l'inizio dei raid russi: "Evitiamo incidenti insensati". Mogherini: "Bisogna attaccare l'Isis in modo coordinato". Ma l'opposizione siriana denuncia: "Mosca colpisce i civili e rafforza Assad". Polemiche per la frase di Donald Trump: "Se vinco i rifugiati siriani tornano a casa"

Faccia a faccia tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il suo omologo americano, il Segretario di Stato John Kerry dopo l'inizio dei raid aerei di Mosca sulla Siria. Russia e Stati Uniti si sono accordati per realizzare il prima possibile una serie di colloqui tra comandi militari riguardo ai bombardamenti che i due paesi stanno effettuando nel paese mediorientale. L'accordo, ha spiegato lo stesso Lavrov, ha l'obiettivo di "evitare incidenti insensati". Secondo Kerry, che ha ribadito le "preoccupazioni" degli Usa riguardo agli obiettivi dell'intervento russo in Siria, i contatti potrebbero cominciare in questi giorni. Un incontro salutato positivamente anche dall'Europa, con l'alto rappresentante Federica Mogherini che ha commentato: "Se l'obiettivo resta quello di attaccare l'Isis è bene farlo congiuntamente, o almeno in coordinamento". "Gli obiettivi - ha ricordato - sono due e vanno insieme: lotta all'Isis e avvio di un processo politico di transizione in Siria".

Opposizione Siriana: "La Russia non colpisce l'Isis" - Restano però ancora degli interrogativi su quali siano i reali obiettivi dei raid russi, se abbiano cioè nel mirino l'Isis o le forze che si oppongono ad Assad e che sono sostenute anche dagli Stati Uniti. Quella Russa, "è stata un'aggressione" ha denunciato in una conferenza stampa all'Onu Khaled Khoja, presidente della National Coalition of Syrian. "Nei tre distretti colpiti dai russi sono morti 36 civili. Abbiamo i nomi. Nella zona non c'è traccia di Isis da tempo" ha spiegato il capo della resistenza siriana, secondo cui le forze di Mosca sono intervenute a sostegno di Bashar Assad in un momento in cui si stava indebolendo.  "Sono intervenuti per rafforzarlo - ha affermato - per noi è occupazione".

Donald Trump: "Se vinco i rifugiati siriani tornano indietro"
- Intanto fa discutere negli Stati Uniti l'affermazione di Donald Trump, il miliardario che punta a vincere le primarie repubblicane per le presidenziali 2016, sui rifugiati siriani. "Se vinco - ha detto - io li rimanderò indietro: non possiamo accettare 200mila persone che potrebbero essere dell'Isis. Non abbiamo idea su chi essi siano. E ve lo dirò adesso: magari entrano per la debolezza di Obama", ma in caso di elezione dovranno tornarsene a casa propria. Un'affermazione che segna un'inversione di marcia rispetto a quanto  aveva dichiarato qualche settimane fa alla Fox News, quando aveva detto che gli Stati Uniti dovrebbero accogliere un maggior numero di  rifugiati.

 




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