Raid aerei russi in Siria. Usa e Francia: colpiti ribelli, non Isis

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Nel mirino le aree di Hama, Homs e Latakia. Putin: "Lotta sacra" contro i terroristi prima che arrivino da noi. Washington e Parigi: il loro obiettivo sono gli oppositori al regime di Assad, ma Mosca nega: distrutti centri di comando dei terroristi. Renzi: serve soluzione solo nel solco Onu

Dopo che il parlamento russo, su richiesta di Putin, ha dato il via libera, sono iniziati i raid aerei di Mosca sulla Siria. E' la prima volta, dalla guerra lampo con la Georgia nel 2008, che Mosca invia i propri uomini a combattere fuori dai suoi confini. I raid, afferma il portavoce della Casa Bianca, sono apertamente "in contrasto con quanto si sono detti il presidente Putin e il presidente Obama nel corso del loro incontro all'Onu". La Russia - aggiunge il segretario alla Difesa americano, Ash Carter - deve fermare la sua aggressione in Siria.  


Raid aerei russi in Siria -Per il capo del Cremlino, invece è necessario colpire "preventivamente" i terroristi, "senza aspettare che arrivino in Russia". Le operazioni di Mosca, benedette anche dalla Chiesa ortodossa, che ha parlato di "lotta sacra" contro il terrorismo, "hanno carattere temporaneo" ma proseguiranno "fino a che l'offensiva delle forze siriane contro l'Is andrà avanti", ha quindi concluso. Secondo fonti governative siriane, i primi raid sono stati diretti contro postazioni terroristiche nelle province di Hama, Homs e Latakia.



Il sospetto: l'obiettivo sono i ribelli non l'Isis - Ma è proprio la scelta di queste tre aree a suscitare le perplessita americane e francesi, lo stesso fronte che vuole Bashar Assad fuori dal potere prima dell'avvio di una fase di transizione politica. "Se hanno colpito a Homs, come sembra", ha affermato una fonte militare di Parigi, non è lo Stato islamico l'obiettivo ma probabilmente i gruppi di opposizione. Ciò conferma che "i russi vanno più in aiuto di Assad che contro il Daesh (Isis, ndr). Le aree colpite sono, invece, controllate dai ribelli di al Nusra, legati ad al Qaeda e da una coalizione armata ostile al regime di Damasco. Secondo il governatore della provincia di Homs, Talal al Barazi, a bombardare è stata solo l'aviazione siriana, mentre quella russa si è limitata a operare ricognizioni aeree in appoggio. Per l'opposizione siriana e per l'Osservatorio siriano dei diritti umani le vittime dei raid coordinati tra Russia e Siria sono "civili": il bilancio è di 36 morti. "Sono le stesse aree, a Homs", ha detto Khaled Khoja, capo della coalizione dell'opposizione basata in Turchia, "in cui un anno fa combattemmo e sconfiggemmo l'Isis".

Tesi seccamente smentita da Mosca, che parla di una ventina di raid aerei contro otto obiettivi.

Con la Russia anche Iran e Iraq - L'iniziativa russa ha l'appoggio non solo della Siria ma anche di Iran e Iraq, la cui capitale Baghdad con il Centro di coordinamento per la condivisioni di materiale di intelligence, è il punto di riferimento per le operazioni russe in Siria. Mosca, che auspica la disponibilità di Damasco al "compromesso", che presenterà l'Onu una proposta di risoluzione per il "coordinamento delle forze che combattono lo Stato islamico e le altre strutture del terrorismo". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che si è sentito con il capo della diplomazia americana, John Kerry, il quale gli ha ricordato: "I vostri raid aerei non aiutano".

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