Volkswagen, ecco cosa rischia la Germania secondo la stampa tedesca

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Per la Frankfurter Allgemeine Zeitung l'azienda di Wolfsburg e il suo indotto valgono tra il 2% e il 3% del Pil e occupano l'1,5% circa dei lavoratori tedeschi. Dal Brasile un’altra tegola: l’accusa di complicità con la dittatura tra il 1964 e il 1985

Lo scandalo Volkswagen sui test truccati delle emissioni diesel spaventa la Germania e pone interrogativi sia sulle possibili conseguenze sull'economia tedesca che sulla reputazione della società automobilistica. Temi affrontati dalla stampa di Berlino che si interroga sulle possibili conseguenze della vicenda visto che, come ricorda Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'azienda di Wolfsburg e il suo indotto valgono tra il 2% e il 3% del Pil e occupano l'1,5% circa dei lavoratori tedeschi

Accuse di tortura dal Brasile - Reputazione che ora rischia ulteriormente di venire messa in discussione da un nuovo caso giudiziario che potrebbe aprirsi in Brasile. Un caso completamente slegato dallo scandalo attuale, ma non per questo meno grave. Come riportato da Tagesspiegel e Sueddeutsche Zeitung, infatti, a Sao Paolo è stata presentata una causa civile contro l'azienda di Wolfsburg, accusata di aver coperto e tollerato casi di tortura nei suoi stabilimenti brasiliani negli anni della dittatura militare, dal 1964 al 1985. Il sospetto che nelle fabbriche dell'azienda tedesca nel paese carioca si fossero violati i diritti umani era già emerso lo scorso dicembre quando la Commissione per la Verità, un'istituzione voluta dalla presidente Dilma Roussef per fare luce sui crimini della dittatura, aveva reso noto la collaborazione negli abusi tra diverse multinazionali e la giunta militare. La causa presentata in un tribunale di San Paolo riguarda dodici operai che lavoravano presso lo stabilimento di Sao Bernardo do Campo e che sarebbero stati arrestati e torturati dalla polizia. Secondo la Commissione per la verità questi arresti avvenivano con l'approvazione e la complicità dei vertici aziendali.  "Mi hanno ammanettato e portato nell'ufficio del personale per torturarmi" ha raccontato Lucio Bellentani, uno dei dodici operai che ora chiedono un risarcimento danni all'azienda tedesca.

Le conseguenze sull'economia tedesca
- I possibili rischi sulla congiuntura tedesca è invece il problema affrontato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che stima come il peso della Volkswagen e del suo indotto valga tra il 2% e il 3% del Pil germanico e che occupi circa l'1,5% dei lavoratori tedeschi. Al di là del possibile buco finanziario di una possibile supermulta, avverte però il quotidiano di Francoforte, il possibile danno d'immagine per tutta l'azienda automobilista tedesca, che rappresenta il venti per cento del settore industriale in Germania, rischia di essere un duro contraccolpo per l'economia nazionale. Chi rischia di più è in ogni caso il Land della Bassa Sassonia. Non solo è azionista al 20% dell'azienda di Wolfsburg, ma il 66% della sua ricchezza è prodotto dalla Volkswagen o da aziende ad essa collegate.

Il futuro della Volkswagen nelle mani dell'ex capo del sindacato - Il futuro dell'auto a Wolsfburg è ora nelle mani di Berthold Huber, a capo del Consiglio di Vigilanza (un organo di peso nelle aziende tedesche) della Volkswagen a cui la Süddeutsche Zeitung dedica un ritratto. Huber, fino a due anni fa a capo della IG  Metall, il potente sindacato tedesco dei metalmeccanici, ha in passato guidato l'organo di sorveglianza presso Siemens negli anni in cui l'azienda di elettrodomestici venne coinvolta in uno scandalo di tangenti che ne mise a rischio la stessa esistenza. Secondo il quotidiano di Monaco, che ne loda il pragmatismo, è l'uomo più indicato a traghettare l'azienda di Wolfsburg nel momento più buio della sua storia.

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