Migranti, proposti 120mila ricollocamenti da Italia e Grecia. Unhcr: non bastano

1' di lettura

A Bruxelles si incontrano i ministri dell’Interno. Germania: inaccettabile se non c'è accordo. Appello di Juncker: mettere i soldi dove c'è bisogno. Ocse: "Fino a un milione di rifugiati nel 2015"

Dopo il muro anti-migranti dell'Ungheria al confine con la Serbia, anche la Slovenia ha cominciato a costruire una barriera alla frontiera croata. E la tensione resta alta. Tafferugli sono scoppiati tra la polizia e i profughi, nel villaggio di Opatovac, dopo che ad alcuni richiedenti asilo è stato impedito di entrare in un centro di accoglienza recentemente aperto con lo scopo di registrare coloro che cercano rifugio in Europa.

Pressing sui paesi dell'Est per intesa - Sul fronte politico, invece, è la giornata del summit tra i ministri dell'Interno europei per tentare di risolvere il braccio di ferro su come ricollocare 120mila rifugiati approdati in Europa nelle ultime settimane e mesi. I Paesi di primo arrivo (Italia, Grecia e Ungheria) devono in cambio impegnarsi a rafforzare le strutture di identificazione e registrazione in collaborazione con le agenzie Ue competenti. Il 23 l'emergenza approderà sul tavolo dei leader dell'Ue. La proposta emersa dalla riunione degli ambasciatori europei è di ricollocare tutti e 120mila migranti - quindi anche i 54mila a cui l'Ungheria ha rinunciato - da Italia e Grecia, con la possibilità di cambiamenti in corsa se dovesse presentarsi la necessità per altri Paesi.

Juncker: 120mila rifugiati cifra ridicola dato problema -
Non sarà facile trovare un accordo, perché diversi Paesi dell'est europeo fanno resistenza. L'Ungheria, che il 21 settembre ha dato la possibilità all'esercito di utilizzare le armi, seppure non letali, contro i migranti, non vuole partecipare alla ripartizione dei 120mila. Anche la Repubblica Ceca ha ribadito il suo no alle quote obbligatorie. E, mentre la cancelliera Angela Merkel preme per raggiungere un voto all'unanimità, il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker afferma: "120mila rifugiati? Siamo ridicoli data la grandezza del problema, mi chiedo se i libanesi o i giordani" che ne accolgono alcuni milioni "capiscono quello di cui stiamo parlando". L'Unhcr, invece, sottolinea che il vertice europeo potrebbe non bastare. Si tratta dell'ultima occasione per fornire una "risposta coerente" alla crisi dei rifugiati, ma da solo rischia di non essere sufficiente a stabilizzare la situazione.



Ocse: "Quest'anno possibile l'arrivo di un milione di rifugiati" - Secondo l'Ocse, l'ondata migratoria in atto in Europa rappresenta una "crisi umanitaria " con "un costo umano spaventoso e inaccettabile", che nel solo 2015 potrebbe portare a un milione di richieste di asilo nella Ue.

 

Mattarella: "Servono decisioni forti" - Sul tema interviene anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per risolvere il problema dell'immigrazione, dice, "bisogna battere le paure perché oggi non bastano più gli strumenti del passato. Vi sono incomprensioni tra i governi e sfiducia tra i cittadini e bisogna recuperare lo spirito di collaborazione della Ue". Mattarella ha chiesto "decisioni forti" al consiglio di oggi e al vertice dei leader di mercoledì.

 

 

 

Leggi tutto