Il profugo siriano vittima dello sgambetto allenerà in Spagna

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Osama Abdul Mohsen, con in braccio il figlio di 7 anni, era stato sgambettato da una cronista ungherese a Roszke. Ora il presidente di una scuola per allenatori di calcio, lavoro che l'uomo faceva in Siria, gli offre un impiego a Getafe. E il bimbo proverà a entrare nella squadra della città

Quelle immagini avevano fatto il giro del mondo: Osama Abdul Mohsen, con in braccio il figlio di 7 anni, sgambettato dalla cronista ungherese Petra Laszlo mentre cercava di sfuggire dai poliziotti di frontiera a Roszke. Ora, a qualche settimana di distanza, la storia del profugo siriano e della sua famiglia si avvia verso il lieto fine. All’uomo, infatti, è stato offerto un lavoro in Spagna.

Offerta di lavoro a Getafe -
Lo sgambetto, oltre a provocare il licenziamento in tronco della reporter, aveva suscitato un’ondata di sdegno e solidarietà. Presto si era saputo qualcosa in più di Osama, in fuga dalla guerra in Siria. Come la sua passione per il calcio. Nel suo Paese l’uomo, che dopo gli incidenti alla frontiera fra Ungheria e Serbia era arrivato in Germania, faceva l’allenatore della squadra del El-Fotuwa. Il Bayern, la settimana scorsa, ha invitato lui e la sua famiglia allo stadio. Ma Miguel Angel Galan, presidente della scuola allenatori spagnoli Cenafe, ha fatto di più: come racconta il quotidiano sportivo As, ha saputo che Osama si trovava a Monaco di Baviera e ha mandato lì un suo allievo, che parla arabo, per proporgli di traferirsi a Getafe, vicino a Madrid.

Per lui anche una casa -
Osama Abdul Mohsen ha subito accettato. Galan si è impegnato a trovargli un lavoro da allenatore e a fare “studiare” da calciatore - il suo sogno – il piccolo Zaid, il bimbo che Osama aveva in braccio quando è stato sgambettato. “Sia ringraziato Dio”, avrebbe esclamato il siriano ricevendo l'offerta spagnola. Nella notte fra mercoledì e giovedì, con il figlio, arriverà in treno dalla Baviera – evitando l'aereo e i controlli di passaporti degli aeroporti – a Madrid, da dove sarà trasferito a Getafe, vicino alla capitale. Qui gli è già stato trovato un appartamento vicino alla sede del Cenafe. Poi dovrebbero raggiungerlo anche la moglie e gli altri due figli, rimasti in Turchia.

Forse un futuro nel Getafe Fc -
Il Getafe li aiuterà nelle pratiche per lo statuto di rifugiati. Il sindaco della città, Sara Hernandez, ha promesso piena collaborazione e si è detta pronta a cercare di fare assumere il rifugiato siriano dal Getafe Fc, che gioca in Liga. E anche il piccolo Zaid dovrebbe entrare nella scuola-squadra baby del Getafe. “Chissà – ha detto il sindaco – che un giorno non giochi in qualche squadra spagnola in Liga”.

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