Ungheria, manifesti shock contro i migranti: "Portano malattie"

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"Non toccate gli oggetti che lasciano, rischiate di essere contagiati", recita l'annuncio apparso al confine con la Serbia. Licenziata una operatrice tv che, a Roszke, ha preso a calci alcuni profughi. Nel centro di accoglienza continuano le tensioni e i tentativi di fuga. La Danimarca compra spazi sui giornali per scoraggiare gli arrivi

“Non toccate gli oggetti lasciati dai migranti: vestiti, abiti, scatole di conserve e anche bottigliette d'acqua. I migranti portano malattie e rischiate di essere contagiati”. È questo l’annuncio shock apparso a Asotthalom, al confine tra Ungheria e Serbia. Il manifesto, incollato alle stazioni dei bus, oltre al testo mostra due immagini: in una ci sono dei medici con protezioni anti infettive che trasportano una persona morta in barella, nell’altra si vede un braccio devastato da piaghe. L’avviso invita anche chi avesse toccato senza guanti di protezione questi oggetti e dopo qualche giorno avesse sintomi come “diarrea, vomito, esantemi sul corpo” a recarsi immediatamente da un medico. Il manifesto è siglato dalle autorità del Consiglio municipale, dove è al potere Jobbik (il partito di ultradestra antisemita e anti Ue), e anche dal locale rappresentante del governo centrale di Budapest.
 


La cameraman licenziata -
Non è l’unico episodio contro i migranti di cui si discute in Ungheria. La cameraman di un'emittente vicina a un partito di estrema destra è stata licenziata dopo che sono spuntate immagini che la mostrano mentre dà calci ai migranti, compresi alcuni bambini, nel corso di uno dei tanti disordini avvenuti a Roszke. Nel filmato si vede chiaramente la donna, Petra Laszlo, in jeans e camicia celeste, filmare la corsa dei migranti. Ad un certo punto prima tende una gamba e fa lo sgambetto a un uomo che porta in braccio un bambino. Poi, presa in mezzo al caos della folla, scalcia con forza chi le sta vicino. “Si è comportata in maniera inaccettabile", ha dichiarato il direttore dell'emittente N1Tv annunciandone il licenziamento.

Ancora tensione a Roeszke  - A Roeszke, intanto, i tafferugli tra polizia ungherese e migranti continuano. Nel centro di prima accoglienza, a ridosso della frontiera con la Serbia, i profughi protestano contro le lungaggini delle operazioni di registrazione. Molti di loro rifiutano la registrazione (non volendo restare in Ungheria) e vorrebbero mettersi in cammino a piedi, a gruppi, lungo l'autostrada che porta a Szeged e Budapest. Nella notte tra martedì e mercoledì si sono registrati momenti di tensione quando dai migranti sono state lanciate bottiglie e altri oggetti e gli agenti hanno fatto uso di lacrimogeni. Circa 500 persone sono riuscite a sfondare il cordone di sicurezza della polizia. Le autorità ungheresi, per qualche ora, hanno chiuso un tratto dell'autostrada M5 invaso dai profughi. Poi la situazione è tornata sotto controllo e alcune delle persone che erano scappate hanno accettato di far ritorno nel centro d’accoglienza. Ma il clima rimane teso. Secondo la polizia, citata dai media serbi, sarebbero stati 2.529 i migranti e profughi entrati in Ungheria dalla Serbia nella ultime 24 ore, fra cui 455 bambini. Si tratterebbe in prevalenza di cittadini siriani, afghani, iracheni, pachistani.

Le inserzioni danesi per scoraggiare i profughi - Per la maggior parte di loro, però, non è l’Ungheria la meta finale. Molti vorrebbero raggiungere la Germania e altri Paesi europei. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha illustrato il piano per la ricollocazione dei profughi negli Stati membri. Ma alcuni governi cominciano a mettere dei paletti. Mentre il premier britannico David Cameron apre all’accoglienza dei rifugiati ma dice no alle quote Ue, la cancelliera tedesca Angela Merkel precisa: “Coloro che vengono qui per ragioni economiche non potranno restare in Germania”. Il governo danese, poi, si spinge oltre e si rivolge direttamente ai migranti: ha comprato gli spazi pubblicitari di alcuni giornali libanesi per scoraggiare i profughi siriani dal partire per la Danimarca e ricordare loro le nuove politiche restrittive di Copenaghen in materia di rifugiati. L'annuncio, a firma del ministero dell'immigrazione danese, è apparso in almeno tre quotidiani a lingua araba e in uno in lingua inglese. L'iniziativa è partita dopo l'arrivo di 400 migranti nel Paese scandivano nell'ultimo fine settimana. Il premier Lars Lokke Rasmussen, eletto anche sulla base della sua piattaforma anti-immigrazione, si è anche chiamato fuori dal programma europeo per l'accoglienza dei rifugiati siriani. Tra le nuove misure del suo governo: il taglio di almeno la metà dei fondi per il sostegno garantito agli immigrati, l’obbligo di capire e parlare la lingua danese per gli immigrati alla ricerca di una residenza permanente, regole molte strette per ottenere il permesso di soggiorno.

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