Ue, Juncker: la priorità è affrontare la crisi dei rifugiati

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Il presidente della Commissione  condanna i "muri che non fermeranno la massa di rifugiati", esorta tutti gli Stati "ad accogliere chi fugge dalla guerra e dall'Isis" e richiama le cancellerie europee a "rispettare le regole. Il nuovo piano prevede un meccanismo permanente di ricollocamento per quote obbligatorie e la suddivisione di 160mila profughi. La Danimarca, intanto, chiude ferrovie e autostrade verso la Germani

Un sistema di quote obbligatorie per ripartire 160mila profughi, multe per chi vuole un opt-out, velocizzazione dei rimpatri: queste alcune delle principali proposte approvate oggi della Commissione Ue per affrontare la crisi dei profughi presentate dal presidente Jean Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell'Unione all'Europarlamento. Nel suo intervento al Parlamento Ue sullo “Stato dell'Unione”, Juncker ha sottolineato l'importanza di rafforzare le frontiere esterne del blocco, e ha chiesto di alzare a 1,8 miliardi di euro il fondo per l'Africa.

 

 

“Manca Europa nell'Ue e manca unione nell'Unione europea” - “Non siamo in un buon posto. Manca Europa nell'Ue e manca unione nell'Unione europea. E' una cosa che deve cambiare", ha detto Juncker. A proposito delle quote di migranti da redistribuire, il presidente dell'esecutivo Ue ha detto che "va fatto in modo obbligatorio: 160.000 è il numero. Spero che questa volta tutti siano a bordo. Niente retorica, serve agire". "L'inverno si avvicina, vogliamo davvero che le famiglie dormano nelle stazioni, nelle tende nelle notti fredde? Non c'è religione, non c'è credo né filosofia quando si tratta di rifugiati".

 

Finanziamenti -  Lo schema sarà corredato da un sostegno di 780 milioni di euro dal bilancio Ue agli Stati membri che partecipano, compreso un prefinanziamento del 50% per garantire che le amministrazioni pubbliche dispongano dei mezzi per intervenire con rapidità. Se, per motivi giustificati e obiettivi come, ad esempio, una calamità naturale, uno Stato non può temporaneamente partecipare in toto o in parte ad una decisione di ricollocamento, sarà tenuto a versare un contributo finanziario al bilancio dell'Ue per un importo dello 0,002% del suo Pil.

 

 

 

 

Lista Paesi sicuri, legge Ue a inizio 2016 - Juncker ha spiegato che "è vero che l'Europa non può accogliere tutta la miseria del mondo. Ma dobbiamo vedere le cose in prospettiva", e ha ricordato che i rifugiati rappresentano per il momento lo 0,11% della popolazione dell'Ue. La Commissione propone poi una lista di "Paesi di origine sicuri" in cui i migranti entrati illegalmente possano essere rimpatriati.

"I Paesi sulla lista dei Paesi sicuri devono sapere che se vengono tolti dalla lista, perderanno il diritto di diventare membri Ue". Juncker ha quindi lanciato un appello a consentire di lavorare ai richiedenti asilo. Ha aggiunto che la Commissione proporrà all'inizio del 2016 un sistema per l'immigrazione legale nell'Ue. "Siamo un continente che invecchia in declino demografico. L'immigrazione deve smettere di essere un problema per diventare una risorsa ben gestita. L'immigrazione dev'essere legalizzata".

Data ultima modifica 09 settembre 2015 ore 19:30

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