Siria, Hollande: "Francia pronta a raid aerei contro Isis"

Il presidente francese Francois Hollande (Ansa)
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Il presidente francese, nel corso di una conferenza stampa all'Eliseo, ha annunciato: "Organizzeremo voli di ricognizione". Escluso l'intervento via terra. Su Assad ha aggiunto: "Deve andarsene, la soluzione della crisi non è con lui". Secondo il Sunday Times anche la Gran Bretagna sarebbe decisa a unirsi agli attacchi aerei della coalizione. Scettico Renzi

La crisi dei profughi si risolve anche con un intervento militare. Ne è convinto il presidente francese Francois Hollande, che dall'Eliseo ha annunciato l'imminente possibilità che i caccia transalpini possano unirsi ai raid aerei contro l'Isis in Siria. "Ho chiesto al ministro della Difesa di organizzare da domani (martedì 8 settembre, ndr) voli di ricognizione sulla Siria, in vista di eventuali raid contro lo Stato islamico", ha dichiarato. Un intervento di terra delle truppe francesi, ha specificato il presidente, "sarebbe non conseguente e irrealista". "Significherebbe trasformare un'operazione in una forza d'occupazione", ha aggiunto escludendo questa eventualità. E mentre anche la Gran Bretagna starebbe valutando l'ipotesi dei raid, il premier italiano Matteo Renzi dice no.

Hollande contro Assad
- "In Siria - ha detto Hollande davanti a circa 300 giornalisti - vogliamo sapere cosa si prepara contro di noi e cosa si fa contro la popolazione siriana. Per questo ho deciso di organizzare questi voli di ricognizione, in collegamento con la coalizione. Secondo le informazioni che raccoglieremo - ha proseguito il capo dello stato francese - potremo condurre dei raid". Ma l'emergenza siriana si potrà sbloccare a una sola condizione: "Abbiamo sempre detto che la soluzione non può passare con il mantenimento di Bashar al-Assad al potere in Siria. Ha sparato sul suo popolo, ha usato armi chimiche, è lui che ha rifiutato ogni discussione", ha continuato Hollande, tornando a dire che "deve lasciare" il suo posto. In Siria serve una soluzione. Ma non può passare da lui".
Nella stessa conferenza stampa Hollande ha parlato anche dell'emergenza migranti: "La Francia non è nella stessa situazione della Germania, che avrà 800 mila richiedenti asilo in più nel 2015", ha annunciato il presidente Hollande. "Qui la cifra è stabile, 60 mila". Il meccanismo che proponiamo è una ripartizione. Il solo cambiamento rispetto al passato è che sarà obbligatorio".

Anche Londra penserebbe ai raid - Tornando agli attacchi aerei contro l'Isis, non solo Parigi ma anche Londra sarebbe intenzionata a lanciare i raid in Siria. L'indiscrezione è del Sunday Times, che cita fonti ufficiali. Il quotidiano britannico afferma che David Cameron vuole ottenere il via libera del parlamento ai raid in una votazione che si dovrebbe tenere nei primi di ottobre. Il premier britannico, intanto, parlando alla Camera dei Comuni, ha rivelato che due miliziani dell'Isis cittadini britannici sono stati uccisi in Siria con un attacco compiuto da un drone della Raf in agosto. Il raid, ha sottolineato, era “del tutto legale”: il bombardamento non rientrava nelle operazioni della coalizione a guida Usa, per le quali nel 2013 il Parlamento non ha autorizzato il coinvolgimento di Londra, ma di un'azione di autodifesa contro combattenti stranieri che pianificavano attacchi contro la Gran Bretagna. "Non avevamo alternative", ha spiegato il titolare di Downing Street. Nel raid sono morti i due britannici, uno dei quali era il super ricercato nel mirino dell'attacco, e una terza persona che viaggiava con loro.

Il no di Renzi –
Dice no ai raid, invece, il premier italiano Matteo Renzi. “L'Italia non partecipa a delle iniziative come quelle che Francia e Inghilterra hanno annunciato di studiare. A mio giudizio occorre che la comunità internazionale abbia un progetto di lungo termine, le iniziative spot servono e non servono”, ha detto.

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