Ungheria, profughi in marcia a piedi verso l'Austria

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Con i treni ancora bloccati a Budapest, in centinaia si sono messi in cammino per cercare di uscire dal Paese (LE FOTO). Un uomo muore cadendo sui binari. Cameron apre: “Accoglieremo altre migliaia di rifugiati”. In Siria celebrati i funerali del piccolo ritrovato morto sulla spiaggia a Bodrum

 

Incalzati dalle parole di Viktor Orban, che è tornato a definirli una "minaccia per l'Europa", profughi e migranti tentano la fuga dall'Ungheria diretti in Austria e Germania.

A centinaia, infatti, si sono messi in marcia partendo dalla stazione ferroviaria della capitale, che ha visto solo treni fermi per ordine del premier nazionalista. Ed è altissima la tensione nel campo profughi di Roszke. Circa 300 persone sono fuggite e la polizia ha chiuso "temporaneamente" il confine con la Serbia in quell'area. Nel campo vi sono ancora 2.300 migranti, che, secondo le autorità, minacciano di evadere se le loro richieste non saranno accolte. Altri 300 sono scappati dalla stazione di Bicske. Uno di loro, un migrante pachistano di 50 anni, sarebbe morto cadendo sui binari e battendo la testa. A riferirlo il vice direttore di Amnesty International Europe, Gauri van Gulik.
 

 

Merkel e Hollande: hotspot in Italia entro il 2015 - Angela Merkel e Francois Hollande hanno chiesto all'Ue che "al massimo entro la fine dell'anno" vengano costituiti in Italia i centri di smistamento (i cosiddetti 'hotspot') di migranti. "Devono essere messi in piedi il più presto possibile", scrivono il cancelliere tedesco e il presidente francese in una lettera inviata al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e al presidente dell'Unione europea, Donald Tusk, il cui contenuto è stato riportato in una conferenza stampa da Steffen Seibert, portavoce di Merkel. "Strettamente legato al nodo degli hotspot", ha aggiunto Seibert, vi è il tema della distribuzione dei rifugiati, in base a un principio di solidarietà, tra tutti gli Stati membri. Abbiamo urgente bisogno di un meccanismo vincolante e sostenibile per la sistemazione di queste persone".

 

 

Paesi dell'Est respingono le quote - I primi ministri dei quattro Paesi del Gruppo di Visegrad, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia, hanno respinto l'idea delle quote obbligatorie per la ripartizione dei migranti, insistendo sul fatto che "ogni proposta che porti all'introduzione di quote permanenti ed obbligatorie per le misure di solidarietà sarebbe inaccettabile".

 

Cameron: “Accoglieremo altre migliaia di profughi” - L'Onu chiede all'Unione europea una sistemazione per almeno 200.000 rifugiati. A parlare di un "programma di dislocamento di massa" è stato l'Alto commissario per i rifugiati, Antonio Guterres, riferendosi a coloro che godono di un "titolo valido per la protezione". Si tratta di una crisi che allarma anche il Pentagono che prevede che durerà vent'anni. E di fronte ai numeri da esodo biblico anche il premier britannico, David Cameron, ha ceduto, annunciando che il suo Paese fornirà una sistemazione "ad altre migliaia di profughi" dalla Siria.

 

 

 

Annegati altri migranti al largo della Libia - In acqua e sulla terraferma, intanto, si continua a morire. Almeno 30 migranti sono annegati al largo della Libia. Circa 200 sono stati dispersi dai gas lacrimogeni della polizia nell'isola di Lesbo mentre prendevano d'assalto un traghetto che li portasse verso la speranza. 410 profughi, soccorsi in quattro distinte operazioni a largo delle coste libiche, sono sbarcati al porto di Trapani. 

 

A Kobane i funerali di Aylan - A Kobane è regnato per qualche ora il silenzio: il piccolo Aylan - morto sulla spiaggia di Bodrum e ritratto in una foto che ha scosso capi di Stato e di governo - il fratello di cinque anni e la madre sono stati seppelliti in Siria (VIDEO), dove il padre li ha riportati. Aylan e il fratellino erano tra i 106.000 bambini che, secondo l'Unicef, hanno chiesto asilo in Europa nel 2015.

 

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