Londra: stop a migranti. Ue: libera circolazione non si tocca

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Il ministro dell'Interno britannico dice no all'ingresso per i senza lavoro. La Commissione rilancia regole comuni sull'asilo. Il premier francese Valls: "Serve soluzione comune, non abbandoniamo Italia". D'accordo Merkel, che invoca "flessibilità" e parla di "sfida enorme". Il 14 settembre vertice sull'emergenza

I componenti del Consiglio ministeriale Giustizia e Interni dell'Unione europea si incontreranno il 14 settembre a Bruxelles per individuare "misure immediate" sull'emergenza migranti. In vista del vertice, tutte le parti coinvolte lanciano le proprie proposte. La Commissione Ue chiede regole comuni sull'asilo. Così come il premier italiano Matteo Renzi, che chiede il "diritto di asilo europeo". Il ministro dell'Interno britannico Theresa May, invece, propone limiti alla libera circolazione e dice no all'ingresso per i senza lavoro. La Cancelliera tedesca Merkel, poi, invoca "flessibiltà" da parte della Germania. Il premier francese Valls: "Serve una soluzione comune".

Londra: stop anche ai comunitari –
Il governo Cameron auspica dunque apertamente restrizioni a uno dei principi cardine dell'Europa comunitaria. Nell'interpretazione della titolare dell'Home Office, non si tratta tuttavia di attentare a un diritto che a Bruxelles tutti (o quasi tutti) considerano ormai basilare. Semmai di tornare alle origini, prima di quegli accordi di Schengen che May indica come la causa scatenante della crisi odierna. Quando fu inizialmente sancita - dice il ministro britannico dalle colonne del Sunday Times - "libera circolazione significava libertà di spostarsi per lavorare, non libertà di attraversare le frontiere per cercare un lavoro o usufruire dei benefici" sociali altrui. May definisce quindi l'attuale livello d'immigrazione "non sostenibile", in quanto mette troppa "pressione sulle infrastrutture, come case e trasporti, e sui servizi pubblici, come scuole e ospedali".

"Libera circolazione è parte integrante del mercato unico" - "La libera circolazione dei cittadini europei è parte integrante del mercato unico e un elemento centrale del suo successo", è la risposta indiretta di una portavoce della Commissione Ue. “Non è un diritto incondizionato e non consente il 'turismo dei benefit’” già ora, aggiunge. Poi una bacchettata anche all'Ungheria: "Le barriere non mandano il messaggio giusto" e la Commissione Ue "non incoraggia l'uso di muri ma di altri mezzi" per la sorveglianza delle frontiere. Che resta una "competenza nazionale" per cui Budapest non incorre in "nessuna conseguenza legale".

"Nessun Paese si può nascondere" - Sulla questione interviene anche Frans Timmermans, primo viceministro della Commissione Ue: “Nessun Paese si può nascondere. Abbiamo bisogno di tutti. È tempo che anche quei Paesi” che fino ad ora hanno fatto resistenza “capiscano che l'applicazione di politiche più coraggiose ed europee” in tema di immigrazione “sono anche nel loro interesse”. Timmermans ha parlato alla fine di un sopralluogo a Calais. “Serve andare rapidamente verso regole europee comuni sulla richiesta d'asilo, sapendo che solidarietà e responsabilità sono principi indissolubili. È necessario accelerare le procedure di registrazione, serve un sistema d'asilo europeo”, ha detto.

Valls: “Serve cooperazione di tutta Europa” - A Calais c’era anche il premier francese Manuel Valls. “È una crisi di una gravità eccezionale e sarà lunga. Occorre agire e farlo con metodo e rifiutare tutte le forme di demagogia”, ha detto. E ancora: “Serve la cooperazione di tutta l'Europa. L'Unione europea non può abbandonare l'Italia e la Grecia. Serve una soluzione comune". “Servono anche – aggiunge – politiche efficaci e mezzi finanziari adeguati per sostenere i Paesi d'origine degli emigranti africani”.

Merkel invoca "flessibilità" - Sul fatto che ci sia bisogno di aiutare alcuni Paesi ad affrontare l’emergenza è d’accordo anche la cancelliera tedesca Angela Merkel. “C'è un grande accordo sul fatto che l'Italia debba essere aiutata”, ha detto. Non è possibile, ha aggiunto, che i tanti migranti che arrivano in Italia ci restino. “Il mondo vede la Germania come un Paese di speranza e di chance, non è sempre stato così”, ha detto ancora Merkel invocando "flessibilità”. "Serve coraggio", ha aggiunto, ribadendo che non c'è tolleranza per chi non rispetta la dignità dei richiedenti asilo.

Austria rafforza i controlli –
Nel frattempo le autorità austriache hanno rafforzato i controlli lungo le frontiere orientali, concentrandosi in particolare sui mezzi, come tir e furgoni, che potrebbero essere usati per trasportare immigrati. E proprio nelle indagini sul ritrovamento di 71 cadaveri sul “tir della morte”, individuato giovedì scorso in Austria, è stato arrestato in Ungheria un quinto uomo. La polizia ungherese ha precisato che il sospetto è stato arrestato sabato sera. Gli altri 4, tre bulgari e un afghano, sono stati arrestati nel sud dell'Ungheria il giorno stesso del ritrovamento del tir. Sotto processo a Kecskemet, da dove sarebbe partito il tir prima di caricare i profughi al confine serbo, si sono detti innocenti. Il tribunale ha deciso 30 giorni di detenzione cautelare.

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