Naufragio davanti alla Libia, individuati 200 cadaveri

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Due barconi affondati nei pressi della città di Zuwara, al confine con la Tunisia. A bordo più di 450 persone. Giovedì la tragedia del tir in Austria e l’arrivo della nave Poseidon con i corpi dei 52 migranti morti nella stiva. La Casa Bianca: "Serve stretta sui trafficanti"

Non si fermano le stragi di migranti, in terra e in mare. Dopo il ritrovamento di un tir proveniente dall'Ungheria abbandonato su un'autostrada in Austria con a bordo 71 migranti morti asfissiati e dopo l’arrivo a Palermo della nave svedese Poseidon con a bordo i corpi dei 52 migranti morti nella stiva, arriva la notizia di una nuova tragedia. Al largo delle coste della Libia, infatti, sarebbero affondate due imbarcazioni e le vittime potrebbero essere centinaia: il Guardian parla di almeno 200 cadaveri individuati finora.


Soccorsi in azione, recuperati oltre 80 corpi - Ad affondare, secondo una ricostruzione della Bbc che cita "residenti e responsabili" libici, sono stati due barconi: uno aveva a bordo circa 50 persone mentre "il secondo, che è affondato molto dopo, portava 400 passeggeri". "La Guardia costiera libica sta conducendo un'operazione di soccorso dell'imbarcazione ma si teme che la maggior parte di coloro che erano a bordo siano morti", riferisce ancora il sito dell'emittente britannica precisando che i naufragi sono avvenuti al largo della città di Zuwara, al confine con la Tunisia. Secondo la Mezzaluna Rossa libica i corpi recuperati sarebbero oltre 80. Un bilancio che però potrebbe aumentare, dato che i dispersi sono oltre 100.

La Casa Bianca: "Serve stretta sui trafficanti" - Non mancano le reazioni internazionali. A cominciare dagli Stati Uniti. L'amministrazione Obama si aspetta dall'Unione europea una stretta sui trafficanti di esseri umani, dice il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. E dall'Europa arriva un nuovo appello: "C'è la necessità urgente che tutti gli Stati membri sostengano le proposte avanzate dalla Commissione, anche chi sinora è stato riluttante", si legge in una nota di Bruxelles diffusa nella giornata di giovedì che sottolinea come siamo di fronte "non a una crisi italiana, greca, franco-tedesca ungherese, ma europea". "Ora - conclude - azioni comuni e solidarietà tra tutti".

 

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