Il Papa: respingere i migranti è guerra, è violenza, è uccidere

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Francesco parla ai ragazzi del Movimento eucaristico giovanile: "Le tensioni si risolvono con il dialogo, senza perdere la propria identità". "Una famiglia e una società senza conflitti sarebbero un cimitero", aggiunge. E ancora: "Se un giovane vede tutto sicuro e tranquillo nella vita, va in pensione a 20 anni"

Respingere i migranti è guerra, è violenza, è uccidere. Papa Francesco parla con i 1.500 giovani del Movimento eucaristico giovanile (Meg), ricevuti in udienza nell’aula Paolo VI in Vaticano in occasione del centenario della loro fondazione, e non usa mezzi termini. Una quarantina di minuti in cui, a braccio, risponde alle domande dei ragazzi e affronta diversi temi usando due parole chiave: tensione e conflitto.

Le parole sui migranti - Parlando di conflitti che finiscono in guerre, rispondendo alla domanda di un ragazzo indonesiano, Bergoglio dice: “Pensiamo a quei nostri fratelli Rohingya (migranti che sono stati respinti nelle scorse settimane da Birmania, Malesia, Thailandia e Indonesia, ndr) che sono stati cacciati via da un Paese, da un altro, da un altro. Vanno sul mare e quando arrivano a un porto, a una spiaggia, gli danno un po' d'acqua, un po' da mangiare e li cacciano via sul mare. Questo è un conflitto non risolto, questo è guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere”.

Dialogo per risolvere i conflitti - Ancora, sui conflitti: “Soltanto in paradiso non ci saranno i conflitti. Cosa sarebbe una famiglia, una società senza conflitti? Sarebbe un cimitero, perché soltanto nelle cose morte non ci sono conflitti e tensioni”. A proposito di conflitti e tensioni, Francesco esorta a superarli con il “dialogo” e “il rispetto delle identità”. E tra i conflitti da risolvere seguendo questa strada cita il Medio Oriente.

Ai giovani: non andate in pensione a 20 anni - Poi l’esortazione ai giovani: “Non abbiate paura delle tensioni. Ma anche siate furbi, perché se ami la tensione per la tensione questo ti fa male e ti distrugge”. “Ognuno – prosegue il Papa – deve individuare le tensioni della sua vita", che "fanno crescere", e ogni giovane deve avere la "virtù del coraggio" di affrontarle. “Un giovane senza coraggio è annacquato", e “se vede tutto sicuro e tranquillo nella vita”, conclude Bergoglio, "va in pensione a 20 anni".

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