1' di lettura

Walter Palmer, dentista del Minnesota, ha ammesso di aver ucciso l'animale, considerato un'icona del Parco nazionale Hwange. Avrebbe pagato 50 mila dollari per la battuta di caccia. Arrestate le due persone che l'hanno aiutato. Ma il dottore, al momento ricercato, dichiara: "Pensavo fosse legale"

Un dentista americano di 55 anni, Walter Palmer, del Minnesota, ha riconosciuto di avere ucciso in Zimbabwe il leone Cecil, icona del parco nazionale Hwange, ma ha detto di ignorare che fosse protetto spiegando di essersi fidato del parere delle guide locali secondo cui la caccia era legale. Palmer, già condannato in passato per avere sparato ad un orso nero in Wisconsin, ha rilasciato un comunicato dopo essere stato identificato dalle autorità dello Zimbabwe, che lo starebbero ricercando.

 

L'uomo sostiene di non essere stato ancora contattato, neppure dalle autorità statunitensi. "Ignoravo totalmente che il leone fosse conosciuto e fosse il preferito (del parco), che avesse sul corpo un segnalatore e fosse oggetto di studi prima della fine della caccia", spiega Palmer, che vive alla periferia di Minneapolis, a Eden Prairie. "Sono profondamente rammaricato dalla morte di questo leone. Adoro e pratico con responsabilità questa attività, sempre nel rispetto della legalità", ha aggiunto.


L'icona del Parco nazionale - Cecil, il leone più amato del Parco nazionale Hwange, è stato braccato e ucciso presumibilmente intorno al primo luglio in una battuta di caccia. Il medico americano ha agito con la complicità di altre due persone, il cacciatore professionista Theo Bronchorst e il proprietario di una fattoria, che oggi sono comparsi in tribunale con l'accusa di caccia illegale. La polizia dello Zimbabwe, come riportato dall'AP, sta cercando l'americano che avrebbe sparato al leone. Un esemplare di 13 anni che tra l'altro era anche coinvolto in un progetto di ricerca dell'Università di Oxford, dotato di collare con sensore Gps per essere sempre localizzato. Uccidere il leone, si legge nella nota, è stato illegale perché il proprietario della fattoria in cui è avvenuta l'uccisione non aveva un regolare permesso di caccia. Rischiano fino a 15 anni di carcere.

 

La ricostruzione - I cacciatori, spiega il Telegraph, avrebbero attirato di notte con un'esca il leone fuori dall'area protetta (dentro il parco gli animali non possono essere cacciati) e lo avrebbero ferito con arco e freccia. Dopo 40 ore Cecil sarebbe stato trovato ferito e quindi finito con un fucile, per poi essere stato decapitato e scuoiato. Il collare Gps è stato semidistrutto. I "trofei" di caccia sono stati confiscati e potrebbero essere usati come prova nel processo. Ora, tra l'altro, si teme anche per i suoi cuccioli: dal momento che Cecil è morto, il nuovo maschio dominante Jericho probabilmente ucciderà tutta la sua prole.

Leggi tutto