Ue, accordo per la redistribuzione di 32 mila migranti

1' di lettura

I 28 Paesi dell'Unione europea hanno trovato una prima intesa per il ricollocamento dei rifugiati bisognosi di protezione internazionale. Il piano della Commissione ne prevedeva 40 mila. Soddisfatto il ministro Alfano che ha anche annunciato la sostituzione del prefetto di Treviso dopo gli scontri dell'altro giorno

I rappresentanti dei 28 Paesi dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo per i ricollocamenti dei migranti bisognosi di protezione internazionale. Saranno circa 32 mila, meno dell'obiettivo della vigilia indicato dalla Commissione europea in 40 mila. Tra sei mesi un nuovo vertice servirà a fare il punto e magari integrare il numero.

 

I numeri dell'accordo - L'intesa del Consiglio Ue straordinario degli Affari interni sull'immigrazione ha stabilito in 54.670, tra reinsediamenti e ricollocamenti, il numero di rifugiati che saranno redistribuiti nell'Unione europea nei prossimi due anni. Gli Stati Ue non sono riusciti ad arrivare all'obiettivo indicato dalla Commissione di 60 mila richiedenti asilo, di cui 20mila reinsediamenti di profughi dai campi fuori dall'Ue e 40 mila ricollocamenti di quelli già presenti in Italia e Grecia. Si è raggiunta la cifra di circa 24.500 per i primi, ovvero una 'eccedenza' di circa 4.500 di cui la metà è già stata 'spalmata' sui secondi, che erano fermi a 30mila e che ha permesso così di portarli a 32.256. I reinsediamenti restano così ora 22.504, ma gli ulteriori 2.504 in più, hanno precisato Commissione e presidenza Ue, non possono almeno per ora essere usati per 'compensare' i ricollocamenti per la contrarietà o l'impossibilità da parte di alcuni stati membri.

 

L'obiettivo comunque è di cercare di arrivare al target di 60 mila in una nuova riunione fra novembre e dicembre. Fra i Paesi che si sono rifiutati di accettare i rifugiati da Italia e Grecia ci sono Austria  e Ungheria, mentre Regno Unito e Danimarca, secondo i Trattati  europei, sono escluse dall'obbligo di accoglienza. L'Irlanda, invece, che beneficia dello stesso diritto, ha deciso di accogliere 600 persone. La Germania riceverà 10.500 rifugiati, la Francia 6.752 e i Paesi Bassi 2.047. Spagna e Polonia hanno criticato il piano di redistribuzione.

 

Il piano al via da ottobre - I primi ricollocamenti da Italia e Grecia potranno "cominciare da ottobre", e "questo è il risultato più importante". Così il ministro degli esteri lussemburghese, Jean Asselborn, che detiene la presidenza di turno dell'Ue e ha condotto i negoziati. A settembre, infatti, servirà il parere dell'Europarlamento per procedere. Tuttavia, è il commissario Ue all'immigrazione, Dimitri Avramopoulos, a dirsi "deluso dai numeri" anche se quanto raggiunto oggi è già "un risultato inatteso" rispetto a sei mesi fa. Il commissario ha poi assicurato che "entro fine anno i numeri saranno sistemati" arrivando alla cifra di 60mila tra ricollocamenti e reinsediamenti.

 

Alfano sostituisce il prefetto di Treviso - Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha commentato: "Con l'intesa Ue di oggi abbiamo avuto molto di più di quello che tutti i governi precedenti avevano mai pensato di avere" sull'immigrazione.  Il titolare del Viminale poi ha aggiunto la sostituzione del prefetto di Treviso in seguito agli scontri di alcuni giorni fa: "Interverremo laddove dovevamo dare come amministrazione la prova di fare il massimo intervento. Per esempio al prossimo Consiglio dei ministri sostituirò il prefetto di Treviso", Maria Augusta Marrosu, nel mirino in questi giorni per la gestione dell'emergenza profughi nel Comune veneto di Quinto. La richiesta sarebbe partita direttamente dal premier Matteo Renzi.

Data ultima modifica 20 luglio 2015 ore 23:00

Leggi tutto