Cairo, bomba al consolato italiano. Isis rivendica l'attacco

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Un morto e 9 feriti: è il bilancio dell'esplosione di un ordigno davanti alla sede diplomatica. Nessun connazionale è rimasto coinvolto nell'attentato, che sarebbe stato rivendicato dallo Stato Islamico. Il ministro Gentiloni: "Non ci faremo intimidire"

Un'autobomba è esplosa alle 6,30 accanto al consolato italiano al Cairo, causando almeno un morto e 9 feriti, di cui due gravi. La vittima sarebbe un agente di polizia, mentre tra i feriti ci sarebbero anche tre bambini tra gli 11 e i 13 anni. Al momento dell'esplosione il consolato era chiuso (FOTO) e nessun cittadino italiano risulta coinvolto. L'attacco sarebbe stato rivendicato dall'Isis. "L'Italia non si farà intimidire" ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.



La rivendicazione dello Stato Islamico - L'Isis, secondo quanto riportato da Site su Twitter, avrebbe rivendicato con un comunicato sul web l'attentato al Cairo. "Attraverso la benedizione di Allah, i soldati dell'Isis sono stati in grado di detonare un'autobomba parcheggiata con 450 chili di esplosivo presso la sede del consolato italiano nel centro del Cairo", ha scritto il gruppo jihadista. "Raccomandiamo che i musulmani si tengano alla larga da questi covi che sono obiettivi legittimi per gli attacchi dei mujaheddin", si legge nella rivendicazione. Il comunicato, con la data odierna, è firmato dallo 'Stato Islamico - Egitto' e i terroristi annunciano nuovi attacchi.

Gentiloni: "Un attacco diretto all'Italia" - In un incontro con la stampa Gentiloni ha affermato che si è trattato di "un attacco alla presenza internazionale al Cairo ma anche un attacco diretto all'Italia".  "Per questo ho già detto che l'Italia non si farà intimidire e risponderemo con rinnovata determinazione nel contrasto al Daesh (lo Stato Islamico, ndr) e al fanatismo terrorista ma senza allarmismi". Il ministro degli Esteri, che in mattinata si è sentito con il suo omologo egiziano Sameh Shoukry, ha spiegato che l'ordigno "è stato attivato a distanza". "L'esplosione è stata molto forte", ha proseguito il titolare della Farnesina. "Non c'è dubbio sul fatto che l'obiettivo fosse il consolato".

Colloquio Renzi - Al Sisi - Matteo Renzi si è sentito per telefono con il leader egiziano Al Sisi. "L'Italia sa che quella contro il terrorismo è una sfida enorme che segna in profondità la storia del nostro tempo - ha detto il premier italiano, concludendo che "non lasceremo solo l'Egitto: Italia ed Egitto sono e saranno sempre insieme nella lotta contro il terrorismo". Da parte sua Al Sisi ha ringraziato per il "sostegno dell'Italia agli sforzi dell'Egitto nella lotta al terrorismo" e ha elogiato le "eccellenti relazioni" tra Roma e Il Cairo e tra i "due popoli".

Mattarella: "Vile attentato, uniti contro il terrorismo" - Sull'attacco è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha parlato di un "vile attentato". E ha aggiunto: "L'autobomba fatta esplodere nella capitale di un Paese amico evidenzia ancora una volta la indivisibilità dell'impegno per sconfiggere il terrore. Ribadiamo le ragioni ed i valori della libertà, del rispetto della vita umana, del contrasto alla violenza e della solidarietà che rendono le democrazie più forti di ogni disegno sanguinario".

I precedenti più recenti -
L'Isis nel pieno del mese del Ramadan aveva esortato tutti i suoi accoliti a colpire obiettivi occidentali. L'ultimo colpo in ordine di tempo la strage sulla spiaggia di Sousse in Tunisia. Nel Paese è attiva una cellula di terroristi nati nel Sinai, Ansar Bait al Maqdis, che nei mesi scorsi ha giurato fedeltà al sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi. Il primo luglio hanno ucciso in un attacco coordinato oltre 70 soldati. Il 29 giugno scorso venne ucciso in un attentato il procuratore generale Hisham Bakarat. In quel caso l'azione venne rivendicata da un cellula terrorista vicina ai Fratelli Musulmani.

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