Attacco Francia, Salhi confessa: "Non sono un terrorista"

1' di lettura

L'uomo fermato dopo l'attacco all'azienda di gas nell'Isere si sarebbe dichiarato colpevole dell'omicidio del suo datore di lavoro. Ancora poco chiare le motivazioni del gesto

Yassin Salhi, l'uomo fermato dopo l'attacco all'azienda di gas di Saint-Quentin-Fallaviern, nell'Isere, ha confessato di aver ucciso il suo datore di lavoro. Il 35enne di origini marocchine, secondo quanto riferiscono i media francesi, avrebbe anche iniziato a fornire dettagli sulla dinamica dell'omicidio.

Salhi confessa, ma precisa: non sono un terrorista -  Il quotidiano Le Parisien scrive infatti che l'uomo ha ammesso di aver decapitato il suo datore di lavoro e di averlo fatto in un parcheggio situato sul tragitto tra la loro azienda e l'impianto Air Products. Fonti citate da Le Figaro aggiungono però che Salhi non si definisce "terrorista".

Ancora poco chiare le motivazioni del gesto - Resta ancora grande confusione sulle motivazioni del gesto. Salhi si sarebbe mostrato "confuso" e avrebbe "parlato di difficoltà personali, sia riguardo al lavoro sia riguardo la sua vita familiare, difficoltà che potrebbero averlo spinto al gesto", ha riferito una fonte vicina all'inchiesta. Secondo l'emittente BFMTV, Salhi avrebbe infatto confessato di aver avuto una violenta lite con la moglie alla vigilia dell'attentato.

Selfie inviato in Siria - E a tutto ciò si aggiunge un macabro particolare. Salhi si sarebbe infatti scattato un selfie con la testa del suo responsabile e lo avrebbe mandato ad un numero canadese. Il destinatario del messaggio sarebbe una vecchia conoscenza di Yassin Salhi, in Siria da almeno un anno. I due uomini si sarebbero conosciuti nel 2006 nella moschea di
Pontarlier.

Rilasciata la moglie - Sono state invece rilasciate, dopo due giorni di fermo, la moglie e la sorella del terrorista, che hanno rispettivamente 34 e 32 anni. Le autorità musulmane della regione Rhone Alpes hanno nel frattempo indetto un'adunanza silenziosa per "esprimere la loro condanna dell'ideologia della paura".

Leggi tutto