Migranti, c'è l'accordo: 40mila da ridistribuire in 2 anni

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Nella notte trovato un compromesso a Bruxelles sulla ripartizione delle quote di profughi, che non saranno obbligatorie. Escluse Ungheria e Bulgaria. Renzi: "E' un primo passo per dire che c'è una politica europea. Ma non è sufficiente"

Il Consiglio Europeo ha finito per approvare la redistribuzione in due anni dei 40 mila richiedenti asilo da Italia e Grecia in tutti gli altri paesi. E' previsto che entro luglio tutti i paesi concordino le modalità di ripartizione. Al momento non ci sono quote obbligatorie ma un impegno vincolante. I paesi contrari hanno ottenuto infatti che nel testo non si parlasse esplicitamente di meccanismo "obbligatorio" (ma nel testo non comparirà neanche l'aggettivo "volontario").

Escluse Ungheria e Bulgaria - E' stato inoltre deciso di escludere dal meccanismo Ungheria e Bulgaria, due paesi che ricevono moltissimi migranti dall'Est e dalla Turchia. Oltre ai 40 mila da Italia e Grecia, l'Europa accoglierà, in questo caso su base volontaria, 20 mila persone dai campi profughi dei paesi terzi (il cosiddetto "reinsediamento"). Il consiglio informale dei ministri degli Interni affronterà la questione il prossimo 9 e 10 luglio a Lussemburgo.

Renzi: "Primo passo" - E' "un primo passo perché la politica dell'immigrazione sia europea" secondo il presidente del Consiglio Matteo Renzi. In un post su Facebook poi ha scritto: "Alle tre del mattino, ma meglio tardi che mai: l'Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche. Un primo passo, certo. Non sufficiente a mio giudizio. Ma superiamo il principio del trattato di Dublino, sciaguratamente firmato in  passato anche dall'Italia. Un segno di solidarietà finalmente e la dimostrazione che l'Europa sta insieme per un ideale, non solo per dei valori economici. Certo: c'è ancora molto da fare, e lo faremo. Oggi vince l'Europa della solidarietà e perde l'Europa dell'egoismo: si cambia verso".


Nella serata di ieri il  premier, secondo quanto raccontato da fonti europee, era stato  durissimo con i colleghi, ai quali aveva detto: "Se non siete d'accordo sui 40mila, non siete degni di chiamarvi Europa. Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela".

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