Migranti, Donald Tusk: "In Ue non c'è consenso su quote"

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Al suo arrivo al vertice a Bruxelles il presidente del Consiglio Europeo ammette che manca ancora un accordo sull'accoglienza. Renzi: "L'Italia farà sentire la sua voce, questo tema non riguarda più solo noi ma tutta l'Europa"

La gestione dell'emergenza migratoria (lo speciale) a livello europeo è tutt'altro che risolta. Ad ammetterlo è il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, al suo arrivo al vertice Ue dove, tra le altre cose, si affronterà proprio lo spinoso dossier sull'immigrazione e i problemi legati alla redistribuzione di 40mila migranti da Grecia e Italia nel resto d'Europa. "Oggi non c'è consenso tra i Paesi  membri sulle quote obbligatorie per i migranti" ha detto Tusk, sottolineando come, tuttavia, "lo schema volontario non debba  essere una scusa per non fare niente". Ammesso che "ci vorrà molto  tempo per costruire un nuovo consenso sull'immigrazione", l'ex premier polacco è tornato a ripetere che "la nostra priorità dovrebbe essere  quella di contenere l'immigrazione illegale".



Tusk: "Chi non ha il diritto all'asilo non avrà la garanzia di restare in Europa" - Tusk ha detto di aspettarsi dal Consiglio Europeo "un messaggio forte": "Tutti quelli che non hanno il diritto di chiedere asilo, non avranno la garanzia di restare in Europa: solo con questo messaggio, possiamo fare progressi reali sulla redistribuzione  dall'Italia e dalla Grecia" dei migranti. E ancora, parlando del principio della volontarietà di accoglienza, il presidente del Consiglio Ue ha detto di poter capire chi "vuole questo meccanismo, ma sarà credibile solo chi prenderà impegni precisi e significativi al  massimo entro la fine di luglio, perché la solidarietà senza sacrifici è pura ipocrisia". "Adesso - ha concluso - non abbiamo bisogno di  vuote dichiarazioni sulla solidarietà, solo di fatti e numeri".

Renzi: "Italia farà sentire al sua voce"
- Sul tavolo anche il ruolo dell'Italia, che teme di essere lasciata sola ad affrontare l'emergenza dei flussi migratori. Renzi, arrivando al vertice Ue, si è detto "molto ottimista" sulla possibilità che "l'Italia faccia sentire la sua voce". Il tema dell'immigrazione, ha proseguito, "non è più soltanto dell'Italia o del Mediterraneo, ma è un tema che riguarda davvero tutta l'Europa. Ora si tratta di vedere come sarà concluso l'accordo tra i Paesi membri e vediamo se possiamo essere soddisfatti alla fine".



Renzi: "C'è chi pensa di fare campagna elettorale, io difendo gli italiani"
- Renzi è arrivato a Bruxelles reduce dall'incontro a Palazzo Chigi sul tema migranti con la delegazione dell'Anci e delle Regioni. "I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengono rimpatriati" è stata la linea del premier, che si è visto però sbarrare la strada dai due governatori leghisti, Zaia e Maroni. Polemiche che Renzi liquida a Bruxelles affermando che "qualcuno pensa che si possa fare costantemente campagna elettorale. A me interessa difendere l'Italia e gli italiani e questo deve essere l'obiettivo indipendentemente dal colore politico".

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