Ue, polemiche sul "diritto di panorama"

La scala ellittica nel palazzo di Vignola, in provincia di Modena progettata dall'architetto Jacopo Barozzi da Vignola Credit: Wikimedia / Antonella Sacconi
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Il 9 luglio il parlamento europeo voterà alcune norme che potrebbero limitare la possibilità di condividere sul web le foto dei monumenti. Protesta Wikipedia, che teme una svolta restrittiva. Ecco di cosa si tratta

I monumenti, le sculture e i palazzi storici piacciono a tutti e così le grandi architetture contemporanee. Piacciono così tanto che milioni di cittadini europei li fotografano ogni giorno e spesso postano sul web le immagini.
Giovedì 9 luglio, però, il parlamento europeo voterà una serie di raccomandazioni (non vincolanti) sul copyright che potrebbero rendere legalmente più difficile nella Ue distribuire online la foto di un edificio progettato da un architetto vivente o morto da meno di 70 anni (in Italia, anche se pochi lo sanno, è già così).
Gli attivisti per i diritti digitali, come la WikiMedia Foundation che gestisce Wikipedia, hanno lanciato l'allarme in difesa di quella che è stata ribattezzata “libertà di panorama”.


L'emendamento controverso - Al centro della contesa è un passaggio del rapporto, votato dalla commissione affari legali del Parlamento europeo, che stabilisce che “l'uso commerciale di fotografie di lavori che siano permanentemente situati in luoghi pubblici siano sempre soggette ad una precedente autorizzazione da parte degli autori o di chi li rappresenta”. L'emendamento, proposto dal liberale francese Jean-Marie Cavada, va in una direzione diversa rispetto allo spirito iniziale del testo che chiamava “il legislatore europeo a fare in modo che l'uso di fotografie, video o altre riproduzioni di lavori che sono situati in luoghi pubblici sia permesso”.
L'obiettivo originario, secondo Julia Reda, prima relatrice della proposta, era quello di spingere per armonizzare in senso libertario le confliggenti legislazioni nazionali sul tema. Nella Ue, come mostra una mappa, convivono stati come il Regno Unito (in verde scuro) dove la libertà di panorama è esplicitamente garantita, insieme ad altri come Francia e Italia (in rosso) in cui ci vuole l'autorizzazione di chi detiene i diritti sull'opera.
In mezzo, nazioni come la Finlandia (verde chiaro) in cui si possono pubblicare solo foto di edifici o la Slovenia (giallo) in cui la possibilità riguarda esclusivamente gli usi non commerciali delle immagini.



La questione commerciale – La questione, come rivela anche un recente botta e risposta tra i due parlamentari pubblicato sul sito del parlamento europeo, è delicata. Si tratta di bilanciare la libertà dei cittadini con le esigenze del diritto d'autore.
Secondo gli attivisti, neanche il fatto che l'emendamento al testo attuale parli di impieghi “commerciali” è tranquillizzante. Per esempio, si osserva, i termini di servizio di Facebook stabiliscono che il social network possa usare commercialmente le immagini caricate sulla piattaforma e che spetta agli utenti assicurarsi di avere l'autorizzazione all'eventuale uso a scopo di lucro della foto. Insomma, anche l'istantanea di una scultura in un parco condivisa su Facebook potrebbe essere illegale.
Al contrario, per Cavada "l'utilizzazione commerciale della riproduzione di opere d'arte che si trovano nello spazio pubblico va spesso a detrimento degli artisti, ma anche degli utilizzatori". Per questo, la decisione va lasciata ai singoli stati.
Di qui la mobilitazione, con Wikipedia in prima fila. L'enciclopedia libera fa infatti uso solo di materiali che possono essere condivisi senza restrizioni e da tempo si batte perché il diritto di condividere sul web riproduzioni di monumenti in spazi pubblici sia allargato il più possibile.
Per questo, Wikipedia tiene traccia delle richieste di cancellazione di immagini di edifici o monumenti per presunte violazioni della normativa sul copyright dei vari Paesi (ce ne sono anche dall'Italia). Per sensibilizzare l'opinione pubblica e mettere pressione sui parlamentari che il prossimo 9 luglio saranno chiamati a votare è stato anche lanciato su Twitter l'hashtag #savefop.


Possibile impatto
– Il rapporto contiene raccomandazioni e non è vincolante. Tuttavia, si tratta di un'indicazione di cui Gunther Oettinger, il commissario all'Economia e alla società digitale, potrebbe in qualche modo tenere conto nella redazione definitiva della proposta di riforma del diritto d'autore digitale di cui è incaricato.
La discussione è seguita con interesse anche in Italia, uno dei Paesi nella “lista rossa”. Se ne è parlato anche a fine giugno in un incontro organizzato alla Camera dei deputati dove i rappresentanti di Wikipedia hanno chiesto di modificare la legislazione nazionale. In quell'occasione il governo italiano ha fatto sapere di essere disponiible a "cercare una soluzione rapida".

In questo senso, la cancellazione dell'emendamento da parte del parlamento europeo aiuterebbe. “E' una battaglia che in Italia portiamo avanti da anni”, dice Andrea Zanni, presidente di WikiMedia Italia. “Un passo indietro indietro dell'Europa non ci aiuterebbe: renderebbe più complicato riferirci ad esempi positivi nel resto dell'Unione”.
Fra l'altro, spiega Zanni, in Italia c'è un problema supplementare rappresentato dal Codice dei beni culturali. Se in Europa la questione riguarda solo il diritto d'autore, e dunque opere relativamente recenti, da noi l'autorizzazione è necessaria anche per la foto di un palazzo del '500. Da anni Wikimedia organizza il concorso fotografico WikiLovesMonuments spingendo gli utenti a richiedere le liberatorie per le loro foto: ne sono state raccolte oltre 4 mila.

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