Putin in Italia per rompere l'isolamento internazionale

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La vista a Expo, accolto da Renzi, poi a Roma da Mattarella e infine da Papa Francesco. "L'Europa ha sempre tenuto aperta la porta alla Russia" dice Schulz sul Corriere della Sera, "ma senza progressi tangibili le sanzioni devono proseguire"

Visita all'Expo di Milano, incontro col premier Matteo Renzi, poi trasferta romana, dove vedrà sia il presidente Mattarella che papa Francesco. E forse, in serata, l'amico Silvio Berlusconi. Questi, in sintesi, gli spostamenti di  Vladimir Putin in visita in Italia (LE FOTO).

Obiettivo: rompere l'isolamento internazionale - La missione del Presidente della Federazione russa è quello di uscire dall'isolamento internazionale in cui è finita la Russia dopo lo scoppio della crisi ucraina (LO SPECIALE - LE FOTO) - confermato, peraltro, dalle posizioni assunte dai leader al G7 tedesco. Ecco allora che per Putin il 'road-trip' in Italia diventa l'occasione per compensare subito - anche mediaticamente - all'assenza in Baviera e fare il 'tagliando' al rapporto con Roma.

Schulz, di fronte alla sfida russa è mancata strategia -
Intanto, dalle colonne del Corriere della Sera, Martin Schulz, presidente del Parlamento Ue, rassicura Putin: "L’Europa ha sempre tenuto e terrà sempre aperta la porta alla Russia". C'è ovviamente un ma: "Senza progressi tangibili, continuati e oggettivi le sanzioni devono proseguire".
Di fronte alla sfida russa, dichiara Schulz, "l'Ue può aver commesso alcuni errori: prima del vertice di Vilnius sulla Partnership Orientale nel novembre 2013, e subito dopo l' annessione della Crimea, quando ha chiaramente mancato degli strumenti strategici e politici sufficienti per rispondere a una sfida geopolitica maggiore. E in Ucraina, alcune scelte politiche subito dopo la rivoluzione di Maidan avrebbero potuto essere più meditate, più mirate a un programma inclusivo".
La Russia, aggiunge, "avrà sempre la sua versione dei fatti, ma l' annessione illegale della Crimea è davanti agli occhi di tutti, com'è chiaro che il tentativo di destabilizzare il Paese, da parte dei ribelli nell'Ucraina Orientale, non sarebbe riuscito senza il sostegno di Mosca".

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