Cade Palmira, mezza Siria in mano all'Isis

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Il Califfato ha preso il controllo della città che ospita il sito archeologico patrimonio dell'Umanità. L'Unesco: ci sono distruzioni. Pubblicate foto di esecuzioni di militari fedeli ad Assad. Attacco aereo del regime di Damasco sul centro moderno

Con la conquista di Palmira, roccaforte di Assad a metà strada tra l'Eufrate e Damasco ma nota soprattutto per le suggestive rovine (foto), l'Isis arriva a controllare circa metà del territorio siriano. Una vittoria che spinge la Casa Bianca a dirsi "profondamente preoccupata" e a lanciare il monito: "Ci saranno sfide difficili fino a che le forze locali non saranno più forti", ha sottolineato il portavoce Josh Earnest. Secondo le stime dell'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), piattaforma legata alle opposizioni siriane basata a Londra, l'Isis controlla ora la maggior parte dei giacimenti di petrolio e gas naturale della Siria.

A Palmira iniziate distruzioni -
Nonostante il territorio in mano ai jihadisti sia la metà di quello totale siriano, la maggioranza della popolazione ancora rimasta nel Paese si trova in aree controllate invece dalle forze governative. Queste si sono definitivamente ritirate da Palmira all'alba, lasciando di fatto sguarnite le ultime postazioni che, fino al 20 maggio, avevano resistito all'offensiva dell'Isis. Secondo informazioni non verificabili sul terreno in maniera indipendente, i jihadisti sono entrati anche nel perimetro archeologico, inserito dal 1980 nella lista del patrimonio Unesco dell'umanità. Proprio l'agenzia internazionale ha affermato di aver ricevuto notizie da Palmira di non meglio precisate "distruzioni": "Sappiamo già che ci sono state delle distruzioni, sono crollate delle colonne, c'è stato un bombardamento" ha avvertito Irina Bokova, direttrice dell'organismo Onu.


Esecuzioni di militari e civili - E a tutto ciò si aggiungono anche altre atrocità. Decine di soldati siriani e di civili sarebbero stati decapitati a Palmira dagli jihadisti dell'Isis che hanno conquistato la città. Sostenitori dello Stato islamico avrebbero infatti pubblicato su alcuni profili Twitter le foto dei cadaveri dei militari di Bashar Assad e di civili legati e decapitati. L'autenticità delle immagini, però, non può essere verificata da fonti indipendenti.

Attacco fallito a Ramadi - Intanto, in Iraq, le forze governative hanno annunciato di aver respinto un attacco nei pressi di Ramadi, conquistata nel fine settimana dal gruppo fondamentalista sunnita. Lo Stato Islamico sta cercando di consolidare la vittoria - il colpo più grave inferto al governo di Baghdad nell'ultimo anno - nella provincia desertica di Anbar, di cui Ramadi è capoluogo e in cui le forze governative resistono in sacche isolate. Le forze governative, appoggiate dalle milizie sciite, si stanno preparando a un contrattacco per riprendere la città. L'attacco dello Stato Islamico è avvenuto a Husaiba al-Sharqiya, una cittadina a metà strada fra Ramadi e la base militare di Habbaniya, ha detto la polizia irachena.

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