Iraq: ucciso il numero due dell'Isis Abu Ala al Afri

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Secondo il ministero della Difesa iracheno, la coalizione internazionale contro lo Stato islamico avrebbe eliminato l'erede di al Baghdadi in un attacco mirato ad una moschea. Gli Usa non confermano la notizia e smentiscono il raid nel luogo di culto

Il ministero della Difesa iracheno ha annunciato che la coalizione internazionale contro lo Stato islamico (FOTO - VIDEO) ha ucciso in un attacco aereo mirato Abu Ala al Afri, considerato l'erede dell'autoproclamato "califfo" Abu Bakr al Baghdadi, e l'alto magistrato islamista Mullah Meiser.
L'eliminazione sarebbe avvenuta in un bombardamento durante una riunione nella moschea di Ukhuwa a Tel Afar, una cittadina a Nord-Ovest di Mosul, la 'capitale' dell'autoproclamatosi Califfato in Iraq.

La reazione degli Usa - Gli Stati Uniti non hanno confermato la notizia della morte di Abu Ala al Afri. Il comando centrale americano ha inoltre precisato che gli aerei della coalizione "non hanno colpito la moschea" di Tel Afar e che gli Usa non sono in grado di confermare le informazioni sulla morte di al Afri.

Chi era - Abu Alaa al Afri avrebbe dovuto assumere la guida dell'Isis in caso di morte o incapacità del 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi. Iracheno, originario di una località a sud di Mosul, Abderrahman Mustafa, meglio noto come Abu Alaa al Afri, era un qaedista della generazione di Baghdadi e che si era fatto le ossa in Afghanistan sin dalla metà degli anni '90. Tornato in Iraq nei primi anni 2000 per contrastare l'occupazione anglo-americana, Afri aveva aderito all'ala qaedista irachena nel 2004, diventandone sei anni dopo uno dei leader locali più in vista. Secondo gli analisti, Afri negli ultimi mesi sembrava aver assunto un ruolo di primo piano anche grazie al suo forte carisma e alla doppia legittimità che gli viene dal fatto di essere iracheno e aver combattuto a fianco di Baghdadi.

Al-Afri era stato indicato da diverse fonti come il leader pro-tempore del Califfato dopo che Abu Bakr al-Baghdadi sarebbe stato messo fuori combattimento lo scorso marzo da un raid della coalizione. I funzionari del Pentagono hanno però smentito il ferimento di al Baghdadi.

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